Conte prepara il bis per il day after: "C'e' la bellezza della democrazia che e' la dialettica"

. Politica

Il premier Giuseppe Conte a Pechino per la Via della Seta, che considera una sua conquista, manda anche lui segnali. Tanto li stanno mandando un po' tutti, quindi vuole mettere ordine alle cose della politica. "C'e' la bellezza della democrazia, che e' la dialettica- spiega - e specialmente durante i periodi elettorali e' normale accentuare il confronto tra le varie parti". Ed aggiunge "Questa dialettica pero' non dovrebbe mettere in discussione il percorso di cinque anni che ci servono per cambiare e migliorare davvero l'Italia". Discorso quasi ineccepibile perché e' vero che in campagna elettorale e' naturale che emergano le diverse posizioni, che dovrebbero riguardare principalmente i distinguo tra maggioranza ed opposizioni, molto meno normale assistere ad una vera e propria guerra tra alleati di governo. A suon di colpi bassi, di sospetti di congiure, di evocazioni di complotti. Ma Conte parla di cinque anni, perché e' quelli nei quali vorrebbe rimanere a palazzo Chigi. Ed invoca la "stabilita'", che dice che sia il fattore che più gli viene richiesto nelle sue missioni all'estero. Poi e' anche vero che l'arte della politica, più che la dialettica, comporta la mediazione. Lui non lo dice espressamente ma ormai sembra esseri investito della missione di fare da mediatore tra Di Maio e Salvini. Ci riuscira'? Lui ci prova, e magari tenterà un Conte bis con contratto rinnovato, che pero' dovrebbe essere accompagnato dalla sepoltura dell'ascia di guerra. Intanto dovrà sbrogliare l'affaire Siri. Magari convincendolo ad autosospendersi. Il Messaggero ha lanciato un suo ultimatum, "O se ne va o casca tutto". Lui ha smentito, mentre Salvini continua a difendere il suo sottosegretario, spiegando che prima vuole sentire una parola dai giudici e non dai giornali ed invita Conte, che e' avvocato di professione, a non trasformarsi in giudice. Sulla griglia ci sono ancora tante altre cose, dalle autonomie, alla stessa legittima difesa subito messa alla prova, alle provincie che Salvini vuole ripristinare e Di Maio naturalmente no. Tante spine, tanti problemi, con il frigorifero di Palazzo Chigi sempre più pieno di riforme congelate. Attenzione perché anche i prodotti congelati hanno una loro scadenza. Tutto a dopo il 26 maggio. Conte spera che l'alba del 27 maggio, gli riporterà il sorriso sempre che svegliandosi non constati che tutto e' stato distrutto, che la scena politica e' solo un desolato deserto, certamente non in grado di affrontare la sfida di affrontare una difficile Finanziaria, ovvero la manovra economica del paese per il prossimo anno.

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