Presto la verita', fare la Finanziaria o aprire la crisi. Per il Quirinale tertium non datur

. Politica

Presto la verità. Dopo il voto del 26 maggio o meglio i voti, perché non si vota solo per le europee ma anche per il Piemonte e non solo, giù la maschera. Salvini e Di Maio dovranno decidere, o continuare a  stare insieme ed insieme affrontare la prossima difficile manovra economica oppure aprire la crisi e andare a nuove elezioni politiche, Tertium non datur. Lo ha fatto sapere informalmente il Quirinale, cioè Mattarella non vuole ne' eventuali nuovi governi tecnici ne' nuove maggioranze che non abbiano preventivamente  i numeri in Parlamento. Ci sarebbe forse l'unica possibilità anche se remota di un governo M5S-Pd. Congiure e complotti che agitano questi ultimi giorni di campagna elettorale hanno spinto il Capo dello Stato a richiamare tutti alle loro responsabilità. Dal 27 maggio cambierà tutto e Di Maio e Salvini si troveranno di fronte ad un bivio, fare la Finanziaria oppure aprire la crisi assumendosene tutte le incognite. Non ci sono terze vie, ne' scorciatoie istituzionali dietro cui nascondere le difficoltà della politica. Naturalmente se andranno avanti i gialloverdi dovranno rivedere sia il contratto di governo, sia soprattutto il modo di stare insieme. Continuare così per tutta la legislatura ovviamente e' impossibile. Prima demanda, se proseguiranno, dovranno decidere quali numeri conteranno, se quelli delle poetiche o se prevarranno i voti delle europee. Un accordo necessiterebbe di una mediazione, tra le due possibilità. Un aumento per il peso della Lega in ogni caso. Nelle determinazioni finali avranno rilevanza in primis i dati della futura manovra economica. Senza più maschera, finiscono anche gli alibi

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