Neanche a tavola ii Pd va d'accordo. Cena anche di Zingaretti in risposta a quella di Calenda

. Politica

"Basta con questa sindrome di Tafazzi, non possiamo andare avanti così", è lo sfogo di Matteo Renzi con suoi riportato dal Corriere. Che Renzi abbia colto nel segno lo dimostra la "guerra" delle cene. Insomma il Pd non riesce proprio ad andare d'accordo su nulla. Ogni iniziativa viene interpretata contro qualcuno. Mentre qualcun altro si affanna a disfare la tela altrui. Risultato una proiezione esterna che anziché dimostrare un'opposizione dura, palesa invece reciproche accuse, antichi rancori. Soprattutto dimostra ormai l'esistenza di due partiti in uno, separati da un solco profondo. La cena a casa di Calende si farà. E' lo stesso ex ministro ad annunciarlo, soddisfatto dell'adesione di tutti gli invitati, Renzi, Gentiloni e Minniti, precisando che sarà solo spostata la data, visto che Renzi è impegnato in un viaggio in Cina. Probabile data, giovedì. Ma niente pubblicità per evitare i giornalisti. Zingaretti, l'unico candidato alle primarie, non l'ha presa bene. Così ha organizzato un sua cena in trattoria, niente ristoranti di lusso. Gli invitati? Rappresentanti della società alla quale si vuole allargare il partito immaginato dal governatore del Lazio: uno studente, un operaio, un professore, un volontario, un professionista. Chissà se prima del Congresso nel Pd si potrà organizzare almeno un aperitivo, purché sia un happy hour. 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi