La Raggi: "Ricandidarmi? No, già un successo arrivare viva alla fine di questo mandato"

. Politica

La ferrea regola dei Cinquestelle che impedisce ai suoi cittadini-eletti un terzo mandato (sindaci o parlamentari che siano) è riconosciuta e accettata da Virginia Raggi che ha annunciato la sua 'non ricandidatura' per un secondo giro da sindaca di Roma. Ma non la pensano tutti così tra i grillini. Di recente è scoppiato il caso di Fabio Fucci, sindaco di Pomezia, entrato in rotta con il M5S proprio perché si vuole ricandidare, ma il primo mandato lo aveva già fatto come consigliere d'opposizione (così come la Raggi). "In base alla regola dei due mandati direi di no" ha detto oggi la sindaca sindaca a margine di una conferenza rispondendo a chi le chiedeva se intendesse ricandidarsi a sindaco dopo la fine di questo mandato. "La regola è chiara e ce la siamo data" ha argomentato la Raggi, e poi ad un giornalista che le faceva presente come servirebbero almeno due mandati per completare l'opera di un primo cittadino ha risposto con un pizzico di amara ironia: "Intanto direi che arrivare viva alla fine di questo mandato sarà un grandissimo successo...". Il riferimento neanche troppo criptico della sindaca Cinquestelle è ai problemi, ai guai giudiziari, alle gaffe (ultima quella di 'Spelacchio') e alle vicissitudini patite da lei stessa e della sua giunta dal giorno dell'insediamento in Campidoglio un anno e mezzo fa. 

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