Referendum: mancava solo lui, alla fine Prodi annuncia il suo SI'. E Renzi ringrazia il fondatore dell'Ulivo

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Mancava solo lui tra i big del centrosinistra e tra i personaggi di spicco della politica in genere a fare outing sul voto referendario di domenica 4 dicembre. E molti, nel Pd e non solo nel Pd, aspettavano con ansia un suo pronunciamento ritenuto a torto o a ragione importante per contribuire a far pendere la bilancia da una parte o dall'altra, a partire da Matteo Renzi. Alla fine Romano Prodi, ex-premier e fondatore dell'Ulivo nonchè ex-presidente della Commissione Ue, si è deciso e a quattro giorni dal voto ha annunciato la sua scelta: un SI'. Un SI'per una riforma "modesta" e anche poco chiara e pooc profonda rispetto a quanto sarebbe stato nencessario ma comunque un SI'. Un SI' che evoca una riforma della legge elettorale diversa dall'Italicum di oggi, un Sì per scongiurare possibili contraccolpi "sull'esterno". Un Sì che rispetta chi la pensa diversamente (non solo tutta l'opposizione ma anche altri big del Pd, come D'Alema e Bersani) e che suona come una critica a chi ha trasformato il doveroso dibattito sul merito della riforma in una "sfida" pro o conto il governo. E Renzi ha ringraziato l'ex-premier: "Tutti erano per il superamento del bicameralismo, se qualcuno ha cambiato idea è perchè non è coerente a sè stesso. Fatemi dire grazie a Prodi che voterà sì pur non condividendo tutto ma riconoscendo che c'è un esigenza per paese".  Anche Bersani ha commentato, ma con qualche freddezza, la scelta di Prodi: "Prodi ha usato una bella metafora contadina, si è convinto 'a succhiare l'osso'. Non mi sembra un sì entusiasta, lo rispetto". "Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie - ha dichiarato Prodi in una nota - tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull'esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale". "Un sì naturalmente rispettoso nei confronti di chi farà una scelta diversa - ha proseguito l'ex presidente della Commissione Ue - Dato che nella vita, anche le decisioni più sofferte debbono essere possibilmente accompagnate da un minimo di ironia, mentre scrivo queste righe mi viene in mente mia madre che, quando da bambino cercavo di volere troppo, mi guardava e diceva: 'Romano, ricordati che nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone'". "Profonde sono le ragioni che mi hanno fino ad ora consigliato di non rendere esplicito il mio voto sul referendum - ha concluso Prodi - Sono ormai molti anni che non prendo posizione su temi riguardanti in modo specifico la politica italiana e, ancora meno, l'ho fatto negli ultimi tempi. Questa scelta mi ha di conseguenza coerentemente tenuto lontano dal prendere posizione in un dibattito che ha, fin dall'inizio, abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo".




 

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