Conte sogna la di essere Highlander, ma solo ripresa sì o no ne deciderà le sorti

. Politica

 Conte punta a fare il re, forse sogna di essere Highlander, ma saranno solo i risultati del provvedimento sul rilancio economico a segnare il suo destino.  E di questo Conte ne ha piena consapevolezza, visto anche l’atteggiamento del Pd, che si erge a pilastro del governo, deciso a dettarne l’agenda in vista delle prossime scadenze ad iniziare dal Mes. Con i Cinquestelle che nonostante le profonde divisioni interne e la mancanza di un leader riconosciuto da tutto il Movimento si mantengono stabili nei sondaggi, ma sono ben lontani dal primato che avevano ottenuto. Insomma stanno via via per essere pidizzati anziché fare il contrario come avevano sperato con il Conte bis. Un loro colpo di coda, anche improvviso, non è da escludere nel tentativo di una ritrovata vitalità.  Conte sa che ora e’ al centro del progetto e che in caso di successo nessuno lo potrà delegittimare, ma sa altrettanto bene che in caso di un fiasco il verdetto sarà inesorabile. Ed e’ forse la prima volta nella storia della Repubblica che non valgono tanto le congiure od i giochi di palazzo quanto la realtà, cioè come e quando il paese riuscirà se non ad uscire completamente dalla crisi, quantomeno a rialzarsi evitando che scoppi quella rabbia sociale tanto temuta dai dem. Gli italiani ormai dai politici vogliono solo certezze, anche eventualmente sul “brutto tempo” che potrebbe avvicinarsi. Detestano i voltagabbana, i chiacchieroni, le promesse a vanvera. Se il decreto rilancio funzionera’ o meno lo si vedrà presto. Se il governo sarà in grado di correggere la burocrazia pure, come anche se i soldi arriveranno nei modi e nei tempi dovuti. E sarà la resa dei conti. Conte intanto si sta giocando tutte le sue carte sperando appunto di divenire una sorta di highlander politico, passa per decreti quadro, per poi agire indisturbato con sue ordinanze (i famosi dpcm) evidentemente comprese negli stessi decreti. Tende a passare dal Parlamento il meno possibile, meno di chiunque altro lo abbia preceduto. In alcuni casi vorrebbe passare per un solo ramo del Parlamento con i renziani a ricordargli che se tanto gli piaceva il monocameralismo avrebbe potuto votare la riforma costituzionale di Renzi. E’ il premier più autoritario e senza un partito alle spalle, forse cosa che pure gli fa comodo in una situazione di emergenza, tende a mediare ma alla fine vuole decidere lui in base al vecchio principio: “Gli altri parlano, litigano, ma alla fine sono io a giocarmi tutto”. La posta in palio e’ molto alta: da Highlander a semplice personaggio di passaggio che ha mal cavalcato l’emergenza e da archiviare al più presto.

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