Corte tedesca alla Bundesbank, “non paghi più“ se la Bce non correggerà tiro sul QE

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Non proprio belle notizie per l’Italia, alle prese con un grave crisi economica aggravata dalla pandemia, dallla Germania. La Corte Costituzionale di Karlsruhe accetta si’ la decisione della Corte di giustizia europea sugli acquisti di titoli di Stato e privati da parte della Bce. Ma giudica il programma “sproporzionato” e chiede alla Bce di chiarirlo entro tre mesi ed al governo Merkel di prendere posizione, perché il sistema sia rivisto. In pratica un doppio stop uno alla Bce ed un altro alla stessa Merkel. Insomma la Corte tedesca ha piantato una serie di paletti pesanti per l’acquisto di titoli soprannominati QE, quantitative easing, vero polmone per lItalia. Proprio l’aspettativa per questa decisione, che diventa storica per l’impatto che avra‘ sul futuro della Ue, aveva spinto la Lagarde, presidente della Bce, a prendere tempo prima di allargare i cordoni della borsa con un nuovo bazooka per coprire le nuove ed inaspettate spese dei vari Stati per la pandemia. Spettera‘ alla Bce giustificare in modo convincente la presenza dell’azionista di maggioranza dell’eurozona, ovvero la Bundesbank, a fare parte del programma. Inoltre l’Alta corte teresca invita il governo Merkel e il Bundestag a pronunciarsi sul QE, che per la prima volta fu ideato da Draghi quando era lui alla guida della Banca europea. Per Karlsruhe i 2.600 miliardi di bond che la Bce ha comprato cinque anni fa, appunto all’epoca di Draghi, per scongiurare la deflazione e che hanno aiutato sopratutto i paesi più in difficoltà come l’Italia, sono parzialmente incostituzionali. In pratica, non potendo emettere moneta, la Bce aggirerebbe questo ostacolo immettendo lo stesso contante fresco attraverso l’acquisto di titoli, insomma una politica economica che andrebbe oltre al suo mandato. Il verdetto della Corte tedesca getta così una nube nera sul nuovo programma di acquisti di titoli varato lo scorso, 18 marzo, che erano già stati considerati insufficienti per un vera ricostruzione economica, il mini bazooka anticrisi da pandemia da 750 miliardi, formulato in modo molto più flessibile rispetto al vecchio QE. Ma c’è di più, se la Bce con la Lagarde non sarà convincente la Bundesbank “non potrà più partecipare all’implementazione ed esecuzione delle decisioni in questione”. ”Non paghi”, i togati hanno invitato il governo Merkel “ad adottare misure attive contro. Il PSPP nella sua forma attule”. Non basta anche su un altro fronte caldo, quello del Mes, arrivano cattive notizie per l’Italia. L’Aja chiede precise garanzie per il prestito e pone condizioni  in modo “che siano realizzate le analisi sui rischi per la stabilità finanziaria , sulla sostenibilità del debito e sulle esigenze di finanziamento”. Cosa ben diversa dalla semplice indicazione di dove spendere i miliardi del Mes. La posta in gioco e’ molto alta, ne va della stessa sovranità dell’Italia. Anche perché il debito pubblico se non venisse, almeno in parte comprato dall’Europa, potrebbe finire nelle mani di qualche Stato ghiottone, che mira ad espandere la sua egemonia verso territori che fino a qualche tempo fa sembravano irragiungibili.

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