D-Day Fase2, vince la “responsabilità di gregge”, verso una “nuova normalità”. Dati stabili

. Politica

“Tra gli italiani vince la responsabilità di gregge”, “ora ci troviamo nell’Agora’, responsabili e inaspettatamente orgogliosi”. A spiegarlo ”all’Hufffpost” e’ lo psichiatra Massimo Ammaniti, che ben fotografa quanto avvenuto nel D-Day della Fase2. In generale, tranne qualche momento di confusione, dovuto anche alle nuove disposizioni, il risultato è stato positivo, nelle principali città e soprattutto a Milano. che ancora si trova nell’occhio del ciclone della pandemia. Le maggiori difficoltà nei trasporti si sono verificate a Napoli. Ma nulla di particolarmente rilevante. Abbastanza  bene anche a Roma, deve molti hanno preferito l’auto con un traffico intenso sul raccordo. In generale non ci sono stati assembramenti, e laddove le regole non erano chiare e‘ prevalso il buon senso e i cittadini si sono autogestiti. Siamo diventati un popolo esemplare? Anche se e’ ancora presto per fare i conti su una possibile ripresa del virus, visto l‘aumento delle persone in giro, prevalentemente per andare e ritornare dal lavoro, i dati della Protezione appaiono soddisfacienti in linea con la tendenza dei giorni scorsi con i positivi che tornano, dopo il 10 aprile, sotto i  100mila. E’ insomma una fase di lento ma costante indietreggiamento della pandemia. E proprio il fatto che in fase di aumento il virus possa crescere tanto velocemente quanto poi è lento a scendere, rende ancora più importante in questa fase di riapertura il mantenimento della distanza sociale, le mascherine e tutte le altre opere di prevenzione, per evitare nuovi focolai che mettano a rischio questo calo. Il dato più rilevante, quello dei nuovo casi, rimane stabile. Il rapporto tra tamponi fatti e caso individuati, resta basso, per la precisione 1 malato ogni 30,8 tamponi fatti, il 3,2%. Negli ultimi giorni questo valore e’ stato in media del 3%. Se continuerà così il 18 maggio potrebbe rappresentare una tappa fondamentale verso “una nuova normalità“, così come felicemente descritto dagli spagnoli il momento nel quale tutto riprenderà ma sempre nella consapevolezza di dovere convivere ancora per un po’ con il coronavirus.

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