Parenti e fidanzati sì, amici e seconde case no

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Comincia domani la fase 2 dell'emergenza coronavirus. Dopo due mesi di blocco, per rimettere in moto il paese, riprendono il via le attività manifatturiere e si allentano le rigide norme sugli spostamenti dei cittadini finora bloccati in casa per evitare l'espandersi del contagio. Con la riapertura delle aziende manifatturiere torneranno a circolare 4,4 milioni di lavoratori. Sempre da domani il resto della popolazione potrà uscire di casa, oltre che per fare la spesa o per motivi di salute, anche per l'attività motoria nei parchi che riaprono e per far visita a parenti e "affetti stabili". Ci sarà una nuova autocertificazione ma in attesa varrà ancora la vecchia. Da quanto ha fatto capire palazzo Chigi dando l'interpretazione autentica del termine 'congiunti' - che tanta confusione e anche qualche ironia aveva creato nei giorni scorsi - saranno consentite visite per incontrare i congiunti, pur rimanendo il divieto di assembramenti e l'obbligo del distanziamento. Per congiunti si intende "i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e unione civile, nonché le relazioni connotate da duratura comunanza di vita e di affetti", quindi coppie di fatto, indipendentemente dal sesso. Sono esclusi gli amici. Così come dagli spostamenti restano esclusi quelli verso le seconde case, a meno che non ci siano da effettuare lavori di manutenzione. Con un post su Facebook il premier Conte ha parlato dell'inizio della Fase 2 ricordando che 4,4 milioni di italiani torneranno al lavoro e che "saranno ben più numerose le occasioni di un possibile contagio che potremo scongiurare solo grazie ad un senso di responsabilità ancora maggiore". "Come mai prima d'ora - ha aggiunto il premier mettendo in guardia dal considerare la giornata di domani come un 'libera tutti' - il futuro del Paese sarà nelle nostre mani. Più saremo scrupolosi e prima potremo riconquistare altri spazi di libertà". "Non sperperiamo ciò che abbiamo tanto faticosamente guadagnato. Sono fiducioso, insieme ce la faremo" ha concluso Conte riferendosi evidentemente alla curva epidemiologica che sta registrando dati in forte discesa (oggi 174 vittime, la cifra più bassa da un mese. Più guariti e meno malati).


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