Coronavirus, la ricetta è restare a casa. Basta con lo sciacallaggio della disinformazione

. Politica

La ben nota 'trimurti' della disinformazione quotidiana continua a suonare la gran cassa del becerismo sovranista e regionalista, anche a fronte dell'emergenza coronavirus. Si dà fiato in questo modo all'irresponsabilità dei disadattati che si accalcano sulle piste da sci o nei bar e nei ristoranti delle varie movide. Si sceglie con disinvoltura di infischiarsene del civismo e della salute pubblica, allo scopo di difendere gli indifendibili: quelli dei cinesi mangia topi o delle esternazioni con inadeguata mascherina chirurgica. Dettaglio Si sceglie con baldanza di attaccare provvedimenti, che con tutti i limiti e i difetti causati dall'eccezionalità della situazione, andrebbero invece diffusi e spiegati in dettaglio ai lettori. E poi, al di la del chiacchiericcio, la realtà è una sola: occorre stare il più possibile a casa. Altro che panzane. Per dirla con Califano: tutto il resto è noia... Il presunto 8 settembre a questo punto è soltanto quello cerebrale di tromboni sfiatati e di impunite facce da schiaffi, che ormai da troppi anni ci ammanniscono senza vergogna tutto e il contrario di tutto da fogli con titoli a scatola per scoop improbabili o che cercano di imporci i loro volti mortiferi dagli schermi di talk show frequentati soltanto da urlatori e macchiette. Risultati Insomma, basta. Dei loro consigli e dei personaggi fuori della storia che propongono come 'conducator' verso il nulla, ne abbiamo le tasche piene. Altro che epigoni di Indro Montanelli, il giornalista di Fucecchio si sta rivoltando nella tomba. E forse può cercare di consolarsi soltanto con le parole del suo allievo più spigoloso - con il quale di rado siamo d'accordo -, che concludendo il suo editoriale "Uomini e no" scrive: i risultati sperati del decreto del governo sull'emergenza coronavirus in Lombardia e 14 province "sono almeno due, contenere un contagio che è impossibile fermare per legge" (anche e soprattutto padana, ndr) e "dimostrare che in Italia le persone serie sono qualcuna in più dei cialtroni".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi