Renzi spariglia ancora, ora vuole l'elezione diretta del presidente del Consiglio

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Matteo Renzi vuole giocare il suo "coalition power", come lo ha descritto bene Giuliano Ferrara sul Foglio, in chiave presidenzialista. Questa volta la scelta cade però non sulla figura del Presidente della Repubblica, ma su quella del presidente del Consiglio, come vero e proprio sindaco d'Italia. Il leader di Italia Viva mette le carte in tavola in uno dei classici appuntamenti alla "terza Camera", quella di Bruno Vespa a Porta a Porta. Equilibri "Guardiamoci negli occhi. Così non si va avanti: non credo che una persona da sola possa decidere tutto, ma non credo neppure che in questa fase politica si vada avanti con questi equilibri. È maturo il tempo di dire che così non si va avanti: la soluzione è l'elezione diretta del presidente del Consiglio". Renzi lancia "un appello a tutte le forze politiche: portiamo l'unico modello istituzionale che funziona, quello dei sindaci, a livello nazionale. Cambiamo le regole per eleggere il 'sindaco d'Italia', una persona che sta lì per cinque anni. Lancerò una raccolta firme, vorrei che chi è d'accordo con noi lo possa dire con una petizione". Conte Resta comunque forte la questione degli attriti nella maggioranza che mettono a rischio la tenuta del governo del premier, Giuseppe Conte: "Il problema del governo non l'abbiamo mai posto noi - assicura Renzi -. Io non ho i detto che toglievo la fiducia a Conte. Certo è che questo governo deve verificare se va avanti o no". Quanto all'ipotesi che ci sia qualcuno che non vuole più i rompiscatole di Iv, Renzi osserva: ""Ci hanno provato" buttarci fuori, "non ce l'hanno fatta. Ci hanno provato raccogliendo i senatori responsabili. È loro diritto provarci, a prossima volta farebbero meglio a riuscirci". Pasqua Nel mirino del capo di Iv c'è ancora il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e l'idea di sfiduciarlo resta in piedi: "Penso proprio che se non si troverà un accordo entro Pasqua sulla giustizia chiederemo la sfiducia individuale". Tuttavia, per Renzi l'esecutivo Conte due non cadrà e ad ogni buon conto non si andrà a votare prima del 2021. Stella Il capo di Iv è determinato: "Io non voglio morire grillino. Non diventeremo la sesta stella". Una strada su cui, a suo avviso, sembra indirizzato invece il Pd. Però il segretario dem Nicola Zingaretti non abbocca all'escalation delle polemiche e con tono tranquillo afferma: "Credo che qualcuno se continua così gli farà venire il mal di testa agli italiani, e alle italiane, con questo chiacchiericcio insopportabile del quale non si capisce il fine. Noi continuiamo a lavorare per riaccendere i motori dell'economia, stando lontani dal chiacchiericcio e dai sotterfugi di Palazzo dei quali francamente non se ne può più".

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