Governo. Bettini (Pd): Renzi "tigre di carta", allarghiamo campo democratico

. Politica

Multithumb found errors on this page:

There was a problem loading image 'images/Bettini_e_Renzi_1.jpg'
There was a problem loading image 'images/Bettini_e_Renzi_1.jpg'

'Fase due' del Conte due, Conte ter, crisi ed elezioni? La scena politica è agitata dalle polemiche nella maggioranza giallorossa dispiegatesi attorno al casus belli della prescrizione. Lo scambio di ultimatum, di altolà, di minacce e financo le defezioni dal Consiglio dei ministri si sono susseguite a ritmo sempre più serrato. Piatto Di qui il sorgere di ipotesi di maggioranze di ricambio, per non determinare la fine anticipata della legislatura. A mettere i piedi nel piatto è stato ancora una volta Goffredo Bettini, considerato l'eminenza grigia del segretario dem, Nicola Zingaretti. Nell'agosto scorso fu l’architetto del "governo politico di legislatura" con i Cinquestelle, dopo l'idea di Renzi di un governo istituzionale per non favorire l'ascesa di Salvini solo al comando. Pazienza "Quanta pazienza si può avere ancora con il fiorentino?", si è chiesto Bettini in un post su Facebook e ha sottolineato: "Ci sono momenti nei quali la politica ha una sua invincibile evidenza. Oggi è chiaro a tutti, tranne ai fanatici, che la condotta di Renzi pone problemi acutissimi al campo democratico e al governo Conte. Ecco perché consiglio, in attesa di scelte più sagge di Italia Viva, di preparare al più presto scenari alternativi". Secondo Bettini: "Dopo Conte non c'è per il Pd un altro governo. Se Renzi vuole farlo, lo deve fare con Salvini e la Meloni. C'è invece la possibilità, certamente allo stato attuale tutta da costruire, di sostituire Italia Viva con parlamentari democratici (in quanto non sovranisti, illiberali e autoritari) pronti a collaborare con Conte fino alla fine della legislatura. Si deve lavorare subito, dunque, per allargare la maggioranza che sostiene il premier rendendo scarica la minaccia della crisi". Attivismo Senza peli sulla lingua Bettini definisce Renzi "una tigre di carta. Il suo tentativo di creare un terzo polo sta naufragando così rapidamente da renderlo prigioniero di un attivismo autodistruttivo. Così come, la scelta di passare all'altro campo non convincerebbe la stragrande maggioranza dei suoi elettori". Insomma, sostiene l'esponente dem, “per evitare ultimatum distruttivi non è meglio per tutti allargare il consenso parlamentare attorno a Conte? Non per cacciare qualcuno à afferma -, decisione totalmente fuori dalla mia portata, ma per assorbire eventuali decisioni irresponsabili da parte di pezzi dell'attuale maggioranza. È ovvio che in primo luogo occorre un chiarimento nel partito di Renzi, ma questo non è affatto in contraddizione con l'allargamento del campo democratico". Alleanza E, in ogni caso, " è utile serrare le fila già da oggi per una vasta e variegata alleanza di progresso. Pronta a presentarsi unita alle prossime elezioni politiche". Renzi dalle vette innevate del Pakistan, dove si trova per qualche giorno di riposo, sembra prenderla con filosofia : "Sono giorni pieni di inutili polemiche", sostiene, e cita il cardinal Ravasi e il suo richiamo a Confucio: "La pazienza è potenza. Ci vuole pazienza per sopportare le fake news di questi giorni. Ma noi ne abbiamo tanta: il gelso diventerà seta".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi