Passo indietro di Di Maio, stanco di fare da parafulmine

. Politica

Di Maio, forse fiutando quello che potrebbe essere un risultato non lusinghiero nelle prossime elezioni di domenica in Emilia Romagna ed in Calabria, brucia tutti sul tempo ed annuncia una decisione, peraltro gia' covata da qualche tempo, quello del passo indietro o se si vuol di lato, con le dimissioni da capo politico del movimento cinquestelle. Prima ha riunito in mattinato i ministri 5S a palazzo Chigi per comunicare loro le sue intenzioni, poi le ha rese ufficiale in una manifestazione pubblica. Cosi' dopo settimane di tentennamenti e indecisioni arriva il grande giorno, che segna una svolta nel movimento. Un radicale cambio di tutto con una gestione che dopo gli Stati generali di marzo potrebbe divenire collegiale. Con tutti i  problemi che potrebbe comportare, infatti e' sempre molto difficile guidare una forza politica con un direttorio. Difficile ed anche anacronistico, soprattutto per un movimento che ha sempre ostentato di volere puntare al nuovo in politica. Molti attestati di stima. "Ripensaci",  gli hanno chiesto alcuni: Ma lui e' rimasto irremovibile su una decisione a lungo meditata. La reggenza passa a Vito Crimi, il piu' anziano del comitato dei garanti.L'investitura del nuovo leader dovrebbe avvenire a meta' marzo in occasione degli Stati generali. Ma non e' neppure detto in modo assoluto. Perche' in quella sede potrebbe  essere messa ai voti una riforma della governance interna. Quindi la corsa del candidato o dei candidati in caso di allargamento, potrebbe partire solo successivamente. Prima di questo passo Di Maio si era arroccato e sosteneva: "Non c'e' nessuno nel movimento in grado di raccogliere il testimone senza indebolirci". Poi pero' e' prevalsa la strategia di fare un passo indietro per rafforzare un'immagine troppo a lungo ammaccata,  e che rischia di ammaccarsi sempre di piu' di voto in voto. La sintesi del pensiero di Di Maio e'una sola: "Mi sono stancato di fare il parafulmine a giravolte politiche e rovesci elettorali dei quali sono in molti responsabili, di certo non solo io".

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