Sulla via Emilia cresce la paura nel Pd, la roccaforte messa alla prova dell'onda

. Politica

Lungo la via Emilia a 5 giorni dal voto cresce la paura nel Pd, anche se in alcune stime riservate al Nazareno danno ancora avanti Bonaccini. Ma di poco, pochissimo, con una forbice tutt'altro che tranquillizzante. Mentre nella Lega sono convinti di potere completare la rimonta prima di domenica. Quella che i dem hanno gia' definito "la tragedia emiliana", comincia  lentamente a diffondersi tra i giallo-rossi, contagiando anche il M5S.Che si aspetta un risultato deludente anche in caso di vittoria del Pd. Il che porterebbe comunque ad una ridefinizione degli attuali equilibri di governo. Se in Calabria, nonostante i sondaggi siano vietati, il centrosinistra sa che quasi certamente va incontro ad una netta sconfitta di Filippo Callipo a favore di Jole Santelli, man mano che si avvicina l'apertura delle urne, crescono appunto timore e preoccupazione per il risultato dell'Emilia-Romagna, considerata dal Pd la vera roccaforte, l'ultimo baluardo da difendere a tutti i costi dall'onda populista. La chiave del risultato sta nel numero degli indecisi, ad oggi ancora molto elevato, quasi un quarto degli elettori. Per questo tutto puo' accadere, e' una sorte di roulette russa, con la speranza di Zingaretti e compagni che l'affluenza sia alta, significando che c'e' stato un effetto ardine. Ed e' vero che l'Emilia-Romagna sta al Pd come New York o la California stanno ai democratici Usa, perdere sarebbe come la "caduta di un altro muro". C'e' qualcuno a sinistra che teme addirittura il peggio, ovvero come accaduto in Sardegna, una sconfitta secca di 4 e piu' punti, verrebbe giu' tutto. L'intenzione della maggioranza infatti e' di proseguire comunque con il governo Conte, magari con qualche ritocco. Anche per non concedere un'autostrada a Salvini per le politiche, in caso di una sua vittoria della Bergonzoni.

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