Giallo-rossi, grande confusione per deflagrazione M5S e per Renzi, ma non si votera'

. Politica

A dieci giorni dalle tanto attese elezioni in Emilia Romagna continua a regnare una grande confusione nell'alleanza giallo-rossa. I motivi sono molteplici ma soprattutto riconducibili a due fattori, la deflagrazione del M5S che continua a perdere pezzi, con quelli restanti alle prese con una guerra di tutti contro tutti, con Di Battista che ammette "pur volendo bene" a Di Maio, di vedere il movimento in un altro modo. "Io e Luigi siamo molto diversi", afferma, preparando un suo rientro nell'agone politico. Intanto gli anti Di Maio appaiono spaccati, ma il leader si indebolisce ogni giorno di piu' e i dati delle prossime consultazioni potrebbero causargli ulteriori problemi in vista degli Stati generali di marzo. C'e' poi la scheggia impazzita di Matteo Renzi, che si smarca su ogni cosa, non solo sulla giustizia, dove ha votato con Forza Italia, forse anche per creare un ponte con quegli azzurri che si definiscono responsabili e che non vogliono il ritorno alle urne, ma anche sul fisco e sull'economia. Renzi cerca  uno spazio al centro proprio nel momento in cui Zingaretti vorrebbe aprirsi soprattutto a sinistra, reimbarcando la vecchia ditta. Zingaretti che dice: "Asse con il M5S? No si apre una fase nuova". Il segretario del Pd vorrebbe il ritorno al proporzionale con il Germanicum per potere andare al voto da solo senza alleanze, mentre per le regionali auspica un'intesa permanente con i cinquestelle.  Dopo la due giorni nell'abbazia di San Pastore, Zingaretti aspetta l'eisto del voto per procedere ad una rifondazione del Pd con allargamenti vari, sardine comprese,  magari con il nuovo nome semplicemente di democratici. Al di la' di quelli che saranno i risultati del 26 gennaio, difficilmente si tornera' alle urne. Nel caso piu' probabile di una vittoria di Bonaccini, come auspica e spera, il leader del Pd cerchera' di ricalibrare l'azione del governo, mettendo anche mano al partito, con tutta calma In caso di sconfitta comunque non converrebbe a nessuno della coalizione giallo-rossa andare subito al voto, a meno di un'implosione definitiva del M5S. Sarebbe per loro come aprire un'autostrada a Salvini per le politiche. 

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