La campagna elettorale si infiamma con scontro tra la Repubblica e Salvini

. Politica

A dieci giorni dal voto in Emilia Romagna ed in Calabria si infiamma la campagna elettorale che diventa al calor bianco. Tutto comincia con il titolo di ieri del quotidiano, che ha appena celebrato i suoi 44 anni, "Cancellate Salvini". Il titolo a tutta pagina e grossi caratteri cubitali, stile manifesto, ha suscitato l'immediata reazione di Salvini, che ha accusato il giornale di "istigazione all'odio". Ma la Repubblica  ha subito fatto presente che si trattava di un'intervista a Del Rio, e che quel titolo era solo il senso delle parole del capogruppo del Pd alla Camera. Oggi il direttore Verdelli nel suo editoriale risponde al leader leghista:"Salvini non ha capito il titolo ed il suo attacco al giornale e' indecente".  Ancora: "Salvini sa leggere. Ieri ha letto Repubblica e sa benissimo il senso del titolo di prima pagina. D'altronde non era difficile leggere sotto un occhiello arancione bello grosso, immigrazione, la scritta "Cancellare Salvini" era la sintesi di un'intervista a Del Rio sul tema delle politiche migratorie, a partire dai decreti sicurezza pretesi proprio dalla Lega". "In campagna elettorale vale tutto - prosegue il direttore - e Salvini ha trasformato l'attacco di un esponente della maggioranza di governo alla sua linea sovranista, nazionalista ed anche razzista, in una minaccia per la sua persona, in un'istigazione alla violenza senza precedenti, agitando la prima pagina di Repubblica come fosse un manifesto di caccia all'uomo". Gli altri quotidiani hanno preferito non entrare nella vicenda a parte il Giornale che ha preso le difese di Salvini. "Cancellare Salvini- scrive Sallusti nel suo editoriale -e' un titolo che traslato su Zngaretti, lo avessimo fatto noi, o altri giornali non di sinistra, avrebbe suscitato lo sdegno democratico della politica, l'apertura di un procedimento di espulsione dall'Ordine dei Giornalisti e forse anche una denuncia penale per istigazione alla violenza". "Cancellare - prosegue Sallusti - e' una parola definitiva che non ammette repliche o mediazioni ed e' la negazione della democrazia e pure del giornalismo, indipendente (che ridere)  o no che sia".


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