Il premier che volle farsi statista, ma la tregua in Libia sotto egida di Putin ed Erdogan

. Politica

Nel vertice a Mosca sotto l'egida di Putin ed Erdogan, Haftar e Serraj  stanno trattando la tregua in Libia. L'accelerazione di Russia e Turchia vorrebbe quasi imporre un'intesa, pur sapendo che sara' fragile. Al momento Haftar si e' impuntato e chiede tempo. Se accordo ci sara', verra' ratificato dal prossimo vertice di Berlino al quale parteciperanno un po' tutti, Italia compresa. L'intervento del leader del Cremlino e di quello turco vogliono in pratica "costringere" il generale della Cirenaica a fermare la sua galoppante offensiva. Nell'intricata questione internazionale l'Italia e' andata oltre la gaffe, con il premier Conte che voleva farsi statista, tipo l'uomo che volle farsi re (un vecchio film), finendo pero' con la testa mozzata. E' dai tempi dei tanto vituperati Craxi ed Andreotti che all'Italia manca una stabile e solida politica estera. Gl eventi sotto gli occhi di tutti sono stati ben analizzati da Paolo Mieli sul Corriere. "Sia Conte che Di Maio la settimana scorsa - scrive - si sono (separatamente) impiccati a due quasi identici proclami, per cosi' dire prematuri: avrebbero fatto incontrare, questo il senso dei loro annunci, Serraj con Haftar, i quali sotto la loro egida, avrebbero trovato un accordo. Quantomeno un compromesso di massima. Magari piccolo,una tregua". Cosi' Conte e Di Maio avrebbero voluto rivendicare il merito, anche se in parte, di quell'accordo che invece passa esclusivamente dall'imposizione venuta da Putin ed Erdogan, con l'avvallo degli Usa. Qualche voce in capitolo la hanno avuta anche Macron  e la Merkel, che non a caso ospita il vertice  di Berlino. Cosa quantomeno  singolare e' che premier e ministro degli Esteri abbiano agito parallelamente, ognuno per proprio conto. "Chi li abbia indotti - scrive ancora Mieli - a sbilanciarsi, ognuno per proprio conto, probabilmente in competizione uno con l'altro, con quelle ottimistiche comunicazioni, e' un mistero. Probabilmente soltanto la sprovvedutezza, essendo entrambi poco avvezzi a cimentarsi con intricate questioni internazionali". "Provare a presentarsi come statisti in grado di sanare, sia pur provvisoriamente, un conflitto che va avanti da otto, nove anni, e' stata un'ingenuita'". E le pezze successive, l'incontro di Conte con Haftar e, dopo tre giorni con Sarraj, il tour diplomatico di Di Maio, non sono serviti a nascondere il buco. Le pezze si vedono sempre. 

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