Usa dietro Tangentopoli? Craxi vittima "Repubblica protetta"

. Politica

Sigonella, De Michelis senti' Bettino gridare: "Se pensano di sfidarmi, gli spezzero' le ossa. L'Italia deve essere autonoma". L'aveva detta grossa, anche perche' ben sapeva che cosa sfidava. E' infatti ormai storicamente accertato che l'Italia e' nata come una democrazia a sovranita' limitata", dunque "protetta", perche' destinata ad un paese trattato nella spartizione del dopo guerra come un semi protettorato americano". Insomma non come la Francia o l'Inghilterra e neppure con la Germania, a quei tempi solo occidentale. Una sorta di terra di confine, con il piu' forte partito comunista dell'Occidente, da tenere sempre sotto attenta osservazione. Ecco perche' quella di Tangentopoli e principalmente di Bettino Craxi puo' essere vista come una storia, e forse purtroppo neppure l'ultima, di influenze esterne nelle vicende italiane. Perche' dopo Mussolini (anche lui disse "spezzeremo le reni") in Italia non voglio vedere figure forti al potere, e soprattutto non "Obbedienti" nei momenti cruciali. Ora esce un libro di Marcello Sorgi dal titolo "presunto colpevole", dove emerge un ricostruzione che vede "rapporti tra Usa e Pm", con gli Usa che monitoravano Tangentopoli. C'e' il racconto  degli intrecci tra i magistrati della Procura di Milano e il consolato americano aMilano, guidato da Peter Semler. Che quanto sia avvenuto, con la distruzione di un sistema, senza una superiore approvazione appare molto difficile E' anche vero che spesso si cerca una ricostruzione "occultista" della storia che deresponsabilizza i vincenti e giustifica gli sconfitti. Sorgi parla pure di Daniel Serwer, incaricato d'affari presso l'ambasciata di Roma, che invio' un rapporto a Washington nel '93, in cui diceva che protagonista "dell'inchiesta potrebbe essere un pupazzo manovrato dagli Usa". Ovviamente la Cia non lo informava direttamente. Poi in un'intervista a ciclone finito, disse: "Non facemmo nulla per aiutare i nostri amici". Tra l'altro gli unici che si salvarono da Tangentopoli furono i comunisti, che evidentemente non facevano piu' paura come in passato. L'importante, secondo alcune ricostruzioni, era di sbarazzarsi di Craxi e della Dc, Andreotti in testa per la sua simpatia per gli arabi Per tornare alla "Repubblica protetta", la catena e' lunga e la mano di servizi segreti e' accertata. Tutto e' ruotato intorno al braccio di ferro tra chi sosteneva una democrazia "dissociativa" che vedeva la sinistra fuori  dall'area di governo e chi invece propendeva per quella "consociativa", che invece puntava ad assorbirla. Ma sempre sotto tutela. Si comincia nel '64 quando entro' in crisi il primo governo di centrosinistra con i socialisti, e mentre Aldo Moro trattava con Nenni un nuovo programma piu' radicale di riforme, fu il il comandante dei Carabinieri de Lorenzo (bisogna ricordare che allora il comandante dei Carabinieri veniva dall'Esercito e non dall'interno. Lui veniva dalla direzione dei servizi il Sifar. Mai un carabiniere si sarebbe prestato. E molti pagarono con la rimozione dai loro posti di responsabilita'). Fu il famoso "tintinnio di sciabole". C'era anche il "Piano solo" per deportare in Sardegna i nemici. Fase successiva, quella "strategia della tensione", cosi' chiamata per la prima volta dal quotidiano inglese The Observer, che condiziono' la nostra democrazia negli anni '70 per poi lasciare il suo testimone di morte al terrorismo rosso e alla sua ferocia, che culmino' con il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro. Giovanni Bianconi ha recentemente raccontato che, quattro mesi dopo la bomba di piazza Fontana, un documento dell'amministrazione americana, allora guidata da Nixon, istruiva i servizi segreti su che cosa fare per evitare il pericolo dell'insorgenza comunista. Il manuale suggeriva azioni di destabilizzazione "violente o  non violente", utili a stabilizzare i governi. Naturalmente l'89, la caduta della Cortina di ferro e la fine dell'Urss e del mondo di Yalta, hanno fatto dell'Italia un paese piu' "normale", non piu' frontiera tra i due blocchi, crocevia di spie. Ma le battaglie sono continuate, anche se sotto altre forme. Di servizi e' ancora piena l'Italia e le manine sono sempre pronte ad intervenire. Anche dopo la caduta di Craxi, che si porta appresso molte ombre. Per un verso o per l'altro l'Italia e' pur sempre strategica e va "controllata". Ed ora non ci sono solo gli Usa.... 

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