Tra referendum e caos M5S il governo che pero' per ora non rischia

. Politica

Forse mai la politica e' stata cosi' confusa, e seguire tutti i salti da una parte e dall'altra e' davvero opera complicata. Difficilmente comprensibile dai piu'.Di Maio continua ad essere sotto attacco dal fuoco amico di suoi compagni, che vogliono limitarlo se non defenestralo. Ma lui sfida i ribelli e rimanda la resa dei conti a marzo, quando si svolgeranno gli stati generali del partito. Intanto con l'aiuto decisivo della Lega (che pure aveva votato la riforma del taglio dei parlamentari) arriva il si' al referendum che chiede di rimanere allo status quo. Altro referendum in cantiere e' quello proposto da otto regioni a maggioranza leghista per l'abolizione del metodo proporzionale nell'attribuzione dei seggi nei collegi plurinominali per l'elezione nei due rami del Parlamento. Il prossimo 15 gennaio la Corte costituzionale si pronuncera' sulla sua ammissiblita'. Poi ci sono vari pasticci a livello internazionale, che vedono il governo non poco impacciato sui fronti delle varie crisi. Pero' nonostante tutto almeno per ora il governo non rischia. Per la semplice ragione che sono piu' i deputati e senatori delle varie parti che non vogliono la crisi, per non andare a casa, di quelli che la vogliono. Anche se una nuova legge elettore in stile germanicum, un proporzionale con soglia di sbarramento al 5%, potrebbe cambiare gli equilibri, con Salvini e Zingaretti in agguato pronti a sfruttare l'occasione. La stessa crisi grillina viene vista sia da alleati che da avversari come un regolamento di conti interni che non investe direttamente il governo. Certo le manovre per il voto anticipato ci sono, ma al momento mancano le condizioni. Tutti sono ora sono in attesa del voto in Emilia Romagna, dove in effetti c'e' un testa a testa, anche se alla fine dovrebbe spuntarla Bonacini, evitando cosi' il psicodramma del Pd. Naturalmente se invece dovesse spuntarla la Lega di Salvini le cose cambierebbero. Ma anche in questo caso una crisi immediata appare difficile, perche' aprirla vorrebbe dire consegnare al leader leghista un'autostrada per le politiche.Quello che e' interessante sara' la valutazione dei risultati, perche' un eventuale nuovo inciampo del M5S potrebbe acuirne la  crisi interna, con risultati difficili da prevedere. 

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