Non si ferma l'emorragia grillina: altri due deputati mollano Di Maio

. Politica

Non accenna a placarsi l'emorragia grillina e il M5s guidato da Di Maio continua a perdere pezzi. Oggi altri due deputati eletti nel 2018 nelle liste del Movimento, il pugliese Nunzio Angiola e Gianluca Rospi eletto in Basilicata, hanno annunciato il loro addio a Di Maio e il loro passaggio al gruppo Misto da dove intendono continuare il loro impegno politico. La situazione all'interno dei Cinquestelle è sempre più caratterizzata da un caos che si è accentuato nei giorni scorsi per l'espulsione del senatore Gianluigi Paragone, che per parte sua si è ribellato alla decisione dei probiviri del suo (ormai ex) partito e si è detto pronto al ricorso anche alla giustizia ordinaria. Al fianco di Paragone, a sorpresa, si è schierato Alessandro Di Battista secondo il quale il senatore-giornalista  "è più grllino di tanti altri" contestando così la decisione dei probiviri M5s. Un endorsement dissonante rispetto ai diktat di Di Maio che testimonia come si siano deteriorati i rapporti politici tra i due ex-gemelli grillini. Come Paragone i due ribelli di oggi non avevano votato la legge di bilancio del governo giallorosso. In due distinte dichiarazioni Angiola e Rospi hanno accusato i capi grillini di"gestione verticistica e oligarchica", capi che - hanno scritto - "hanno preferito trincerarsi in una chiusura pregiudiziale nelle proprie granitiche convinzioni" piuttosto che ascoltare istanze e proposte degli eletti. La loro uscita dal gruppo M5s alla Camera, affermano i due ribelli, non va messa in relazione ad un altro abbandono eccellente, quello del ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti. Di fronte a queste serie di prese di posizione che oggettivamente incrinano la sua leadership Di Maio sembra aver scelta la linea dura: in asse con Grillo e Casaleggio il capo politico dei Cinquestelle non accenna ad alcuna autocritica, anzi annuncia il pugno duro facendo capire che potrebbero arrivare a breve altre espulsioni nei confronti di chi dissente dalla 'linea' e soprattutto di chi non paga quello che deve alle casse del Movimento.  (foto: notizie.tiscali.it)

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