Conte sul Mes, "Fesserie e accuse infamanti". La firma ancora non c'è

. Politica

La firma italiana sotto la riforma del Mes, il meccanismo europeo di stabilità, che sta facendo fibrillare il governo giallorosso, "ancora non c'è". E anche per questo le accuse di "alto tradimento" che gli sono state rivolte dalla Lega e da Fratelli d'Italia non solo sono soltanto "fesserie", ma "accuse infamanti che, se fossero vere, dovrebbero costringermi alle dimissioni". Così Giuseppe Conte nell'attesa informativa alle Camere sul Mes: tre quarti d'ora di esposizione per spiegare che su quel trattato "tutti del precedente governo sapevano tutto" (quindi anche Salvini e Di Maio, ndr) e che nulla è stato firmato di nascosto o nottetempo. E quindi anche per dare la notizia che la riforma è ancora in fieri e il trattato incompleto. Il sì italiano ci sarà solo dopo l'Ok del Parlamento. Per il resto il solito, prevedibile copione di accuse e contro-accuse in un clima di tensione con il presidente della Camera Fico a tentare di sedare le accese proteste soprattutto leghiste quando Conte ha ironizzato sul fatto che Salvini non studia i dossier. "Mi sono sorpreso - ha detto Conte - non della condotta del senatore Salvini la cui disinvoltura a restituire la verità e la cui resistenza a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni nel diffondere notizie allarmistiche , palesemente false". Conte è stato applaudito in modo convinto dai deputati Pd e, sui banchi del governo, dal ministro Gualtieri, sostenitore della riforma del Mes. Sugli stessi banchi è apparso molto meno caloroso Luigi Di Maio. Il capo politico dei Cinquestelle anche oggi ha ribadito che il M5s non vuole una firma "al buio" sul Mes senza che questo - ha precisato -  significhi sfidare il governo fino a volerne la crisi o provocare l'Europa. Come ampiamente previsto il premier non ha convinto per niente l'opposizione: Giorgia Meloni lo ha accusato di non dire la verità agli italiani - in particolare sul fatto che il Mes servirebbe soprattutto a salvare, all'occorrenza, le banche tedesche -  e di non aver chiarito, se è vero che il Mes non è stato ancora sottoscritto, perchè il "suo"ministro Gualtieri abbia detto in Parlamento due giorni fa che quel testo di riforma "è inemendabile". "Lei ha parlato per 44 minuti per smentire il suo governo" ha concluso. Nel pomeriggio Conte replicherà al Senato. E a palazzo Madama gli risponderà direttamente il senatore Salvini che parlando con i cronisti dopo aver ascoltato in tv il premier ha detto: "O ha mentito Gualtieri o ha mentito Conte o non ha capito Di Maio. Se qualcuno ha mentito credo sia stato Conte perchè Gualtieri non c'era".

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