Pd e M5s divisi sul Mes. Salvini a Conte "Dimettiti"

. Politica

Non poteva essere più accesa - non solo per lo scontro tra maggioranza e opposizione ma all'interno dello stesso governo, tra Pd e M5s -  la vigilia dell'informativa di Giuseppe Conte in Parlamento sul fondo salva-stati prevista per lunedì. Un appuntamento richiesto a gran voce da più parti per fare chiarezza sul Mes che il premier tenta invece di affrontare con aplomb britannico: "Lunedì non ci sarà nessuna battaglia in Senato - ha assicurato - solo un modo per fare chiarezza che il presidente del Consiglio, come sempre, ritiene doveroso fare, Lunedì spazzerò via le tante fesserie che sono state dette" (e forse non si riferiva solo a Salvini, ndr). "Governo a rischio? No, va avanti" ha aggiunto il premier nel tentativo di smorzare le scintille scoppiate tra Cinquestelle e Pd sul meccanismo europeo di stabilità, uno scontro che potrebbero mettere a rischio l'esecutivo. Di Maio infatti ha auspicato una "riflessione", invito che somiglia tanto ad un 'no', "perchè una cosa così delicata non si può firmare al buio ed è sano non accelerare". In sostanza il capo politico M5s vuole che si verifichi se il Mes così come sta per essere riformato convenga o meno all'Italia. Il Pd invece preme sull'acceleratore della riforma che considera conveniente per il nostro paese e critica i temporeggiamenti grillini che rischiano di far impennare lo spread.  Il capodelegazione  Pd al governo, Franceschini ha detto di aspettarsi "i fatti" da Di Maio, Sia lui che il capogruppo alla Camera Delrio hanno messo in guardia gli alleati nell'esecutivo giallo-rosso: un rinvio del Mes sostenuto dall'Italia sarebbe un fatto grave e porterebbe ad una "crisi di di credibilità" dai riflessi sicuramente negativi per il Belpaesi. Ma le scintille tra Pd e M5s sul Mes mascherate da un "leale confronto" tra partner di governo si sommano, circa le sorti del governo, al tiro alzo zero di Salvini contro il premier invitato a dimettersi. "Il Mes ruba ai poveri per dare ai ricchi, ruba i soldi ai risparmiatori italiani per finanziare le banche tedesche" ha detto il leader della Lega ed ex-vice-premier nel Conte 1. "Se hai firmato qualcosa che non avevi il permesso di firmare - ha attaccato rivolto al premier - dimettiti e chiedi scusa perchè con i risparmi degli italiani non si scherza". In questo clima domani a palazzo Chigi vertice di maggioranza: prima di presentarsi in Senato Conte tenterà di smussare gli spigoli tra Pd e M5s e riavvicinare le posizioni degli alleati di governo oggi divisi sul Mes. 

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