Grillo si riprende M5s, ma lascia Di Maio capo. Nuovo contratto con Pd, ok di Zingaretti

. Politica

Alla fine Beppe Grillo è sceso a Roma per riprendersi il Movimento. Il voto di Rousseau per la presentazione alle regionali, visto dai più come una sconfitta per Di Maio, in realtà poteva rivelarsi come una pietra al collo per la scelta dell'alleanza giallorossa, poiché tutto sommato il ministro degli Esteri non ha mai nascosto una propensione verso Salvini. Così il garante ha deciso di chiamare a rapporto il capo politico. Filmino I due si sono confrontati per un'ora e mezza e alla fine il comunicato congiunto, il filmino per i social e il volto teso di Luigino, hanno confermato che sul palcoscenico pentastellato il primo attore è sempre il performer genovese. "Non siamo più quelli che eravamo 10 anni fa - afferma Grillo - mettetevelo bene in testa, ed è meraviglioso". Poi rivolto a Di Maio dice: "Il capo politico è lui", però aggiunge subito: "Io ci starò, un po' più vicino" e "non rompete i coglioni, fatemi la cortesia, noi non possiamo continuare a essere su Facebook l'uno contro l'altro, perché sennò ci rimettiamo tutti". Destra pericolosetta La linea è chiara, è quella emersa a metà estate con la rottura con la destra - sottolinea Grillo - "un po' pericolosetta" di Salvini e l'apertura al nuovo, che potrà anche essere visto in una prima fase come "caos", ma è "nel caos - insiste Grillo - che vengono fuori le belle idee . È un procedimento che sta andando avanti, un cambiamento e ci siamo già dall'altra parte". Il garante procede a spada tratta: "Siamo in questo cambiamento" e "non possiamo essere gli stessi, è sbagliato essere gli stessi, pensare a come eravamo: un manager che organizzava e un pazzo sul palco". Di Maio prova timidamente a obiettare: "C'è una grande nostalgia del passato...”. Euforico Ma Grillo non gli dà spago: "È sbagliato, io sono euforico, dobbiamo essere straordinariamente euforici. C'è da riprogettare. Ma cosa c'è di meglio di riprogettare l'economia, l'energia... E quando parlo di progetti insieme alla sinistra parlo di progetti alti, bellissimi. È un momento magico". L'idea è quella di concretizzare a gennaio un nuovo contratto di governo su tematiche fondamentali per il paese "come clima, salario minimo, reddito universale, l'intelligenza artificiale, l'energia, le infrastrutture". Orientare Poi Grillo dà anche una mano a Conte e benedice la manovra proposta dal suo esecutivo, a partire dal piano fiscale: "Le tasse, servono a orientare il paese verso qualche cosa" e "noi dove ci stiamo orientando, se non nelle rinnovabili, se non nel concetto che dovremmo cambiare dieta, dovremmo cambiare agricoltura, dovremmo cambiare il disboscamento, dovremmo cambiare la CO2, dovremmo cambiare le rinnovabili?". Di Maio non sembra particolarmente raggiante e si limita a un 'sereno': "Siamo d'accordo su tutto". Zingaretti Molto più contento il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: "Bene l'impegno per il rilancio dell'azione di governo. Un passo in avanti verso la direzione da noi auspicata", siamo "pronti al confronto. Bisogna chiudere al meglio la manovra e poi abbiamo proposto al presidente Conte di lavorare insieme su una nuova agenda per il 2020. Per riaccendere l'economia, creare lavoro, rafforzare la rivoluzione verde, rilanciare gli investimenti, cambiare e semplificare lo Stato, investire su scuola, università, sapere. Dobbiamo costruire un'Italia più giusta, verde e competitiva".
(foto da ilblogdellestelle.it)

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