Da Bologna la carica delle "sardine", speranza per battere la destra-destra

. Politica

La destra-destra di Matteo Salvini ha trovato "sardine" per i suoi denti. La cavalcata ritenuta travolgente dell'ex ministro dell'Interno per mettersi da solo al comando dell'Italia sembra aver trovato un primo inaspettato argine: spontaneo, pacifico, ma assolutamente determinato, messo in campo via social da quattro trentenni decisi a non lasciare, senza battersi democraticamente, le piazze e poi magari il paese nelle mani di sovranisti, nazionalisti e affini. In 15 mila ieri sera hanno liberamente riempito Piazza Maggiore a Bologna in risposta alla kermesse leghista con truppe cammellate da tutto il nord, che voleva lanciare la conquista dell'Emilia-Romagna alle prossime regionali, sulla scia di quanto accaduto in Umbria. Sveglia "Volevamo suonare una sveglia collettiva - dice all'Ansa Mattia Santori, uno dei quattro che hanno lanciato il flashmob - e la sveglia è suonata. Ora dal basso c'è già una risposta libera, il nostro risultato più bello". Subito è stato fissato un nuovo appuntamento per lunedì a Modena quando in città si farà vedere Salvini. "La nostra idea era portare qualcosa di nuovo - spiega ancora Santori -, smettere di inseguire il vecchio proposto da altri. Ora vogliamo sfruttare la nostra visibilità per dare voce a coloro che vorranno organizzare simili iniziative". Moschettieri E su Facebook, con l'hashtag #abbiamostravinto, i "quattro moschettieri", come già li chiamano, scrivono: "Ieri in quella piazza è cambiato qualcosa. Abbiamo ripreso ciò che ci appartiene utilizzando mezzi che il populismo non conosce: la gratuità, l'arte e le relazioni umane. I giornali e le radio ci fanno tante domande a cui non sappiamo rispondere. L'unica certezza è che siamo una grande famiglia e che faremo grandi cose insieme. Questa pagina sarà la nostra casa, invitate chi è pronto a rimboccarsi le maniche". Flashmob Insomma, il 'flashmob ittico' sembra aver ridato visibilità ed energia "a chi era stanco, chi si era impigrito" e i quattro ancora raccontano a Huffingtonpost: "Quante volte avresti voluto metterci la faccia e poi ci hai ripensato? Quante volte ti è salito il mal di pancia leggendo i commenti sotto i post della Lega? Quante volte ti sei detto 'non può essere vero'? Bene, è venuto il momento di cambiare l'inerzia della retorica populista, di dimostrare che i numeri contano più della prepotenza, che la testa viene prima della pancia e che le persone vengono prima degli account social. Non c'era solo gente di sinistra, la piazza era variegata: c'erano tanti bambini, adolescenti, trentenni, anziani...". Nuclei di "sardine" sono già pronti a nuotare in mare aperto un po' in tutta Italia. Speranza E proprio da Bologna il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, spalanca le porte di un partito che intende tornare ad ascoltare, a confrontarsi, a discutere: "È tempo - dice - di offrire una speranza all'Italia. La cultura dell'odio la si sconfigge costruendo un'altra proposta per il nostro paese" e aggiunge rivolgendosi direttamente alle "sardine": "Con grande umiltà, bisogna mettersi al servizio di quella domanda di futuro della piazza di Bologna, del grande orgoglio di questa meravigliosa città. Lo faremo con determinazione, combattendo al servizio di questa Italia nuova".

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