Zingaretti, "Ora basta". Non vuole essere il capro espiatorio

. Politica

Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e attuale segretario dei dem non e' un trascinatore di folle, ne' un grande leader alla Berlinguer, ma e'un serio ed onesto politico, che viene dall'antica scuola del Pci. Non e' un politico aggressivo e fa della mediazione il suo strumento migliore per le risolvere le varie criticita'. Certo a volte e' difficile mediare ad esempio con i 5 Stelle, quando si ficcano in una di quelle vicende dove intravedono i loro principi messi in discussione. Ma anche la pazienza di Zingaretti ha un limite. Fedele al motto da lui stesso coniato "buono si' ma non fesso", il segretario del Pd ormai fatica a sopportare il pasticcio quasi giornaliero di questo governo. E non e' solo Renzi che ben conosce ad infastidirlo con le sue incursioni "di basso livello", ma il comportamento del premier Conte. Quel suo atteggiamento da Ponzio Pilato di palazzo Chigi, che sembra volere rifuggire, tenendosi defilato. Proprio lui a cui spetterebbe l'onere della mediazione e della sintesi. "Non possiamo essere solo noi i responsabili", il pensiero costante di Zingaretti che ovviamente gia' guarda alle elezioni in Emilia Romagna. Per poi aggiungere. "Ci sono troppe polemiche, si puo' governare insieme da alleati, non da nemici". Insomma il governatore del lazio che non avrebbe voluto dare vita a questa governo, cosa che non gli conveniva a livello personale (con nuove elezioni avrebbe potuto sostituire con gente a lui fedele tutti i parlamentari renziani), non ha pero' adesso nessuna intenzione di trovarsi nelle condizioni di essere l'unico ad appoggiare il governo, mentre gli alleati lo cannoneggiano ogni giorno. C'e' anche il mancato rispetto di un accordo preso per un'unica cabina di regia per la comunicazione. Cosa che in cuor suo Zingaretti sapeva di ben difficile realizzazione pratica. Quello che e' il suo assillo. forse l'unico aspetto che lo supporti nel suo operato, e' la ricucitura di un'alleanza con i 5 Stelle per le prossime regionali in Emilia. A tu per tu con Di Maio aveva stretto il patto che l'alleanza sarebbe andata avnti anche in caso di sconfitta in Umbria almeno fino alla prossima tornata regionale. Per poi discutere e fare il punto in vista delle politiche. Zingaretti ben sa che in quella che e' una partita decisiva per il governo e non solo, l'alleanza con il M5S e' assolutamente necessaria. Pena una sconfitta molto, molto probabile. Pero' un'avvertenza ai "lavoratori" della politica: "Non voglio essere il capro espiatorio di incapaciita' o inefficienze altrui".

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