Dialogare con Salvini? E la Chiesa si spacca

. Politica

Con la sua intervista al Corriere  il cardinal Ruini ha gettato il sasso nello stagno .invitando la Chiesa a dialogare con Matteo Salvini, spaccando il mondo cattolico. Composto oltre che dalla stessa Chiesa dal popolo dei fedeli. Anche qui si puo' parlare di "populismo cattolico"? Sono in molti a sbarrare la strada a Salvini. Sono ovviamente gli stessi che la sbarrarono a Berlusconi o a Fini. e che la sbarrerebbero anche alla Meloni o a chiunque provenga dal mondo della destra all'occorrenza. Nonostante il dialogo sia il cardinal  del cristianesimo. Il fatto e' che la corte del cosidetto clero progressista, ovvero di quel clero che si ispira al "cattolicesimo democratico", in concreto il cattolicesimo politico di sinistra, vede tutto cio' che proviene  da destra come il fumo negli occhi. Cosi' sono scese subito in campo le armate che fanno riferimento allo stesso Papa Francesco. Con Salvini - il ragionamento - non si tratta e non si dialoga. Monsignor Mogavero spiega: "Lo incontrerei volentieri. Figuratevi, volevo incontrare Gheddafi, lui e' meno impegnativo. Ma con lui si puo' al massimo parlare. Non credo lasci aperti margini al confronto". Ancora: "Non penso che il popolo di Salvini sia il popolo cattolico Anche se e' fatto di cattolici". Poi "Salvini si professa tale ma non lo e'. Sia per il rapporto con i migranti, sia nel dialogo con le altre religioni. Non basta brandire rosari  e croci per definirsi cattolici". Il problema di fondo e', diciamo  cosi', di natura filosofica. C'e' chi predica l'assoluto pur non non esistendo l'oggettivita' sui valori che sono sempre soggettivi. Prendiamo ad esempio i valori portati avanti dal mondo democratico e progressista e quelli sostenuti dal popolo che si ispira all'Ares et Focis, in latino, Altare e focolare, in italiano. Riconducibile al "Dio, Patria e famiglia". Sempre di valori si parla ma con una visione totalmente opposta su ogni singolo punto della vita sociale. Ma anche tra chi predica gli stessi valori, spesso si hanno egualmente delle visioni opposte delle cose. Basti guardare nella stessa Chiesa a chi predica l'ecumenismo religioso mettendo praticamente sullo stesso piano le varie religioni e chi invece rivendica il primato assoluto di Roma, come unico credo possibile. E su questo c‘e’ una diversa interpretazione anche anche da chi ha guidato i vari papati. Senza andare in temi lontani basti pensare alle assolute differenze tra gli ultimi tre pontefici, Papa Giovanni Paolo II, Karol  Jozef Wojtyla, Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger e Papa Francesco Jorge Mario Bergoglio. Tre visioni completamente diverse del mondo e della Chiesa. Ferocemente anticomunista il primo anche perche' nel comunismo c'era nato e vissuto, tanto da mobilitare anche attivamente tutta la Chiesa in una crociata presente anche economicamente per fare cadere il comunismo, cosa avvenuta con la caduta del muro di Berlino. Della  destra tradizionalista il secondo, tutto rivolto ad affermare il primato assoluto di Pietro su musulmani ed altri, ed infine Papa Francesco che ha virato ad U a sinistra, sostenitore del primato del Vangelo, visto come ispiratore dello stesso marxismo. Insomma sarebbe stata l'ideologia comunista in qualche modo a copiare. Filosofia a parte c'e' la guerra da sempre dichiarata dai paesi comunisti con in testa la vecchia URSS al cattolicesimo. Anche perche' quello comunista era un mondo materialista ed ateo che come unica religione professava il credo nel partito del popolo. Intanto Salvini comunque dice grazie all'apertura di Ruini, va all'incasso e commenta: "Ringrazio, spero di incontrarlo presto".  

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