Sfida in Parlamento. Manovra difficile piu’ per ideologia M5S che per i niet di Renzi

. Politica

La sfida, la resa dei conti sui conti, si spostano in Parlamento. Con l’ultima parola che spettera’ all’Aula. Si comincia in commissione Bilancio al Senato. Mancano due miliardi che potrebbero essere reperiti con l’evasometro. La riscossione potrebbe aumentare dell11% grazie ai nuovi strumenti anti-furbi. Il governo si riserva una sintesi finale con un maxi emendamento. Intanto Conte si tira fuori dalla rissa con una sola raccomandazione:  “Trattino i partiti ma a saldi invariati”, introducoendo una nuova figura, quella del ”novello Ponzio Pilato a palazzo Chigi”. Alla fantasia politica non c’è’ mai limite. L’intesa rimane diffcile, anche se alla fine la quadra verra’ trovata, molto più per le impuntature ideologiche del M5S che per i niet di Matteo Renzi. Si rafforza l’intesa tra dem e 5Stelle contro il senatore di Rignano, La linea e’, non replicargli. Promessa difficile da mantenere. Vedremo...Quello che rende difficile l’accordo sono alcune richieste del M5S, che già hanno portato per la prima volta la maggioranza sul baratro, ad un passo da una definitiìva spaccatura. Qualche giorno fa a palazzo Chigi durante un concitato vertice sono volati gli stracci tanto che perfino Franceschini, che dell’alleanza con il M5S e’ stato il primo promotore, e’ sbottato: “Se volete la crisi ditelo chiaramente e finiamola qua”. Non era l’entità della spesa richiesta dai dem, appena 20 milioni, ma il motivo. I democratici chiedevano un emendamento per favorire la lettura dei quotidiani nelle scuole. Apriti cielo, Di Maio che aveva appena dovuto ingoiare il compromesso per Radio radicale, non ne voleva sapere, vedendo la proposta come un ennesimo aiuto all’editoria. Lui che insieme ai suoi si terrebbe, come carta stampata solo il Fatto Qutidiano, affidandosi per il resto in tutto e per tutto alla Rete con al massimo la sopportazioni per alcune Tv. Certo non tutte. Alla fine ha dovuto cedere su quello che  pero’ resta un principio cardine per il M5S. La battaglia ora si sta per aprire su altri due temi sui quali il M5S si mostra intransigente per motivi identitari per non finire pdizzato. Si tratta della tassa della plastica e della chiusura dei negozi nei giorni festivi, nonostante che sul primo punto, come ha avvertito l‘attuale governatore e futuro candidato per le prossime elezione in Emilia,  Bonacina, la sinistra rischia di perdere le elezione con la nuova tassa, visto che i trequarti delle aziende che producono plastica sono proprio in Emilia e sul secondo sia una cosa fuori dal tempo ed a distanza siderale dai maggiori paesi europei. Con l’aggravante che ai lavoratori piace lavorare la domenica, che e’ facoltativa, e contesa dove ci sono più dipendenti, per portare a casa a fine mese qualche euro in più e piace al grande pubblico che puo’ programmnare i suoi acquisti con maggiore serenità senza l‘assillo delle ore che passano. In Parlamento sarà battaglia  e si annunciano giornate calde prima al Senato e poi a Montecitorio dove la legge andrà in seconda lettura. Sara‘ un bel banco di prova, una sorta di sperimentazione per una possibile alleanza  anche per le prossime regionali. Perche’ se la sinistra vorrà giocaserla con Salvini dovrà per forza allearsi con i cinque stelle, altrimenti la sconfitta appare quasi scontata.






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