Conte fa il Presidente della Repubblica ma avanza l'ipotesi Draghi

. Politica

Giuseppe Conte fa il Presidente della Repubblica e quasi si arroga il diritto di potere sciogliere le Camere. Secca replica a Matteo Renzi che vuole lo stop alla plastic tax e non solo: "Dopo di me solo il voto". Rientrato a pieno titolo nel ruolo di premier tecnico dopo la batosta in Umbria, Conte lascia ai leader dei partiti della sua maggioranza il compito di difenderlo e regolare i conti interni, almeno sino alle elezioni in Emilia. Che saranno una sorta di momento della verita' per l'attuale maggioranza e quindi per il governo. Ora da palazzo Chigi ed anche da ambienti del Pd vicini a Franceschini viene fatta filtrare la voce che "il Quirinale ha gia' escluso governi alternativi (ma alternativi a che?) nel caso si dovesse aprire la crisi. Ovviamente sarebbe meglio e piu' corretto, soprattutto da chi costantemente invoca il rispetto dei principi costituzionali, che decisioni di tali rilievo venissero fatte sapere direttamente, anche ufficiosamente, dal Quirinale.  E se palazzo Chigi all'esterno vuole offrire un'immagine di un premier che non vuole entrare direttamente nella disputa politica, poi pero' contraddicendosi lancia quella che ritene essere  una bordata a Matteo. "Alza la posta perche' pensa alle nomine". Spieghi Conte se c'e' qualcuno, non solo nella sua ma in una qualsiasi maggioranza di governo, che sia un leader che non pensi alle nomine. Sarebbe quantomeno uno stolto politicamente parlando. Nello staff del premier si parla riguardo  a Renzi anche di "infantilismo politico". Ora tutto si puo' dire a Renzi tranne che non sia un politico capace, Puo' piacere oppure no. Ma con la stoffa del leader c'e' nato. E certo non avrebbe mai detto quello che ha detto Conte all'indomani delle elezioni in  Umbria. Ovvero che sono state elezioni locali che hanno riguardato solo il 2% degli italiani. Un'analisi sbagliata oltre che offensiva nei confronti non solo degli abitanti dell'Umbria ma di tutti. Visto che lo stesso Conte porta ancora visibili i bozzi politici di quella "irrisibile" consultazione. Nel tutto avanza anche un'ipotesi quella di un governo presieduto dall'ex governatore della Bce, Mario Draghi. Certo per molti sarebbe difficile dirgli di no. Anche se effettivamente in caso di crisi le elezioni appaiono la strada piu' semplice che converrebbe a molti per evitare l'applicazione del taglio dei parlamentari. Ma proprio questo e' il nodo, Mattararella potrebbe preferire un governo tecnico-istituzionale per fare svolgere l'eventuale referendum sulla legge elettorale e completare le riforme necessarie per potere applicare la legge gia' approvata dal Parlamento in via definitiva sul taglio di deputati e senatori. Se invece il Capo dello Stato dovesse decidere comunque, in caso di crisi, di andare al voto anticipato, per coerenza con quanto aveva preannunciato la scorsa volta dopo la crisi aperta di Salvini, dovrebbe dare vita ad un nuovo governo neutrale che conduca il paese alle elezioni. Essendo nota la correttezza istituzionale, al limite del rigore, di Mattaralle non c'e' dubbio che anche in questa occasione farebbe lo stesso per non dare l'immagine di volere favorire una parte contro l'altra.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi