Berlusconi duro, ne' razzisti ne' illiberali. "Intransigenti su valori democrazia"

. Politica

Mentre continua il tormentone sulla manovra economica con tasse che entrano ed escono  come di passaggio su una porta girevole di un grande albergo. non mancano certo le polemiche sui grandi temi che spesso dividono le forze politiche oltre gli schieramenti anche all'interno degli stessi partiti. Ora i riflettori sono tutti puntati sul voto del Senato sulla commissione per contrastare "intolleranza e razzismo, antisemitismo  e istigazione all'odo e alla violenza" proposta dalla senatrice ottantenne Liliana Segre. In questo caso a dividersi e' stata sopratutto FI, che insieme al resto del centrodestra ha optato per l'astensione. Per una volta compatta tutta la sinistra ed anche il M5s che hanno dato con il loro si' il via libera alla Commissione. La Segre si e' detta delusa e stupita per le astensioni ed anche comunita'  ebraiche e Vaticano hanno criticato il centrodestra. Per spiegane le ragioni con durezza ha preso carta e penna Silvio Berlusconi che in una lettera al Giornale spiega come questa volta si stia veramente esagerando. "Ne' razzisti ne' illiberali" il succo del suo ragionamento. L'ex premier ha ribadito con forza la sua amicizia con il popolo ebraico e lo Stato d'Israele, come ampiamente dimostrato negli anni dei suoi governi. "Su questi temi e sulla nostra fermissima opposizione ad ogni intolleranza e ad ogni totalitarismo di destra come di sinistra, la nostra storia parla per noi", le sue parole. Ed allora quale il motivo del distinguo? "Nella mozione c'erano errori tecnico-giuridici dalle conseguenze preoccupanti,prefigurando l'introduzione di nuovi reati d'opinione e quindi sovrapponendosi in modo generico e confuso a norme gia' esistenti. Questo per noi liberali e' inaccettabile. Il divieto di praticare o incoraggiare il razzismo o la sopraffazione non puo' intaccare la liberta' d'opinione". Berlusconi spiega ancora: "Il confino e' sottile ed e' una delle questioni decisive della liberta' e della democrazia. Non puo' essere oggetto di improvvisazioni o di propaganda. Sulle questioni di liberta'  siamo intransigenti, perché ad Auschwitz si e' arrivati proprio da una serie crescente di limitazioni della liberta'". La conclusione: "Stupisce e mi addolora profondamente che  possa dubitarne proprio qualche persona che fa parte della nostra comunita' umana e politica. Con questo offende non solo me ma anche la sua stessa storia".

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