Primo accordo sulla Brexit, a Londra il divorzio costerà 45 miliardi

. Esteri

Primo accordo sulla Brexit. L'intesa è stata siglata a Bruxelles dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e dal primo ministro britannico Theresa May dopo un incontro notturno. "È stato un negoziato difficile, ma ora abbiamo una prima svolta, sono soddisfatto dell’accordo equo che abbiamo raggiunto con la Gran Bretagna" ha dichiarato Juncker. "Abbiamo lavorato duro, non è stato facile per entrambe le parti, ma ora ci siamo" gli ha fatto eco la May. Il periodo transitorio di un paio di anni chiesto dal Regno Unito in attesa di delineare le relazioni future con l’Unione europea avverrà alle condizioni Ue, ha chiarito il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, secondo il quale con l’accordo sui progressi raggiunti sulle principali priorità, nel summit UE del prossimo 15 dicembre i leader potranno decidere di avviare i negoziati sul periodo di transizione (di due anni) e quindi dare il via alla seconda fase che riguarderà le future relazioni economiche e commerciali tra Ue e Regno Unito dopo il ritiro formale di Londra dall'Unione già fissato dalla May per il 29 marzo 2019. Il costo del 'divorzio' per Londra sarebbe stato fissato in 45 miliardi di euro, anche se cifre precise non sono state comunicate ufficialmente ("Un'intesa equaper i contribuenti britannici" si è limitata a commentare la May). L'altro punto dell'accordo riguarda il 'nodo' Irlanda dl Nord: Ue e Londra hanno convenuto che non ci saranno frontiere tra l'Ulster e l'Eire. Per i cittadini Ue che vivono e lavorano nel Regno Unito l'accordo di questa notte, ha riferito l'inquilina di Downing Street, "garantisce i diritti di oltre 3 milioni di cittadini Ue che vivono in Gran Bretagna a cui si applicherà il diritto britannico in corti britanniche. Sempre in base all'accordo per poter rimanere nel mercato unico e nell’Unione doganale nei due anni dopo la Brexit la Gran Bretagna dovrà continuare a rispettare le norme europee, mantenere i suoi impegni finanziari anche per quel periodo e accettare il ruolo della Corte europea di giustizia su tutto questo. L’intesa riconosce il ruolo della Corte di giustizia europea come l’arbitro ultimo dell’interpretazione della legislazione dell’Unione.

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