Fidel Castro morto a 90 anni, lider maximo dal 59. Oggi finisce il Novecento

. Esteri


"Hasta la victoria, siempre!" . Con queste parole tanto care al lider maximo, il fratello Raul ha concluso il commosso annuncio della sua morte. Fidel Castro e' morto a Cuba, aveva 90 anni. Il popolo cubano ha appreso la notizia, poco dopo la mezzanotte,  direttamente dal fratello in tv. L'attuale presidente ha riferito: "Il comandante in capo della rivoluzione cubana e' deceduto stasera alle 22,29". Il corpo di Fidel sarà cremato nelle prossime ore, i funerali solenni si svolgeranno il 4 dicembre. Il governo cubano ha deciso di tributargli nove giorni di lutto nazionale. Il lider maximo entro' trionfalmente all'Avana l'8 gennaio del 1959 in piedi su una jeep, dopo avere rovesciato la dittatura di Fulgencio Batista. Era un giovane di 32 anni, alto 1,90, molto miope e una divisa militare verde oliva. Uniforme che lo accompagnerà negli anni. Sposato, divorziato e con tre figli, era stato in carcere per avere guidato anni prima un'insurrezione mal riuscita. Condannato a 15 anni ne sconterà pero' solo uno e tornato clandestinamente a Cuba con un piccolo yacht con 88 compagni, organizzo' la rivoluzione. Batista riuscì a scappare nella notte di Capodanno del 59, si dice con 100 milioni di dollari, e s rifugio' nella Repubblica Domenicana. La sua presa del potere rappresento' un impatto mondiale anche perché avvenne in piena Guerra Fredda. Ad appena 90 miglia d'acqua dalle coste americane Fidel fu visto da subito come un pericolo, nonostante che Nixon, allora vicepresidente così lo descrisse: "E' un tipo naif, ma non necessariamente comunista". Ma Fidel non mantenne la promessa di indire libere elezioni e di mantenere la proprietà privata, anzi avvio' una spietata repressione con centinaia di condanne a morte nei confronti di chiunque avesse collaborato con Batista. Camillo Cienfuegos, suo compagno di rivoluzione, che si opponeva pero' alla via socialista e voleva elezioni, morirà in un incidente stradale il 28 ottobre del 1959, mentre Huber Matos, l'altro comandante che si ribellava al socialismo, sarà processato e condannato a vent'anni di carcere. Il 17 aprile 1961, 1500 esuli cubani, addestrati e finanziati dalla Cia, proverà a sbarcare sull'isola per rovesciare i barbudos. E' la Baia dei Porci che finirà tragicamente per gli assalitori soprattutto perché John Kennedy, succeduto ad Eisenhower, che aveva come vice Nixon, si rifiuterà di timbrare un'operazione decisa da altri e impedirà ai caccia dell'aviazione Usa di appoggiare lo sbarco. Un anno e mezzo dopo, nell'ottobre del '62, quando gli americani scoprirono l'installazione di rampe di lancio sovietiche  per testate nucleari a Cuba, il mondo intero vivrà per 13 lunghi giorni sull'orlo di una guerra atomica. Finche' Nikita Krusciov non accetterà il compromesso secondo il quale Washington prometteva di non promuovere nuove invasioni dell'isola  e Mosca di non armarla con testate nucleari. Sicuramente la fine di Castro segna anche la fine del Novecento, e degli uomini che rapprestentarano questo insanguinato secolo. Per alcuni il lider maximo e' rimasto sempre il padre della Revolution, per altri, e' stato un dittatore feroce quanto e più di Batista. E forse entrambe di queste facce hanno una base di verità.  Per chi lo ama e' rimasto sempre quel capo guerrigliero che rovescio' il tiranno, padre di una Revolution,  che voleva essere nazionalista e socialista, ispiratore del trascinante romanticismo di Che Guevara, il Davide che per mezzo secolo ha sfidato il Golia (Quegli Stati Uniti così vicini), riuscendo a sopravvivere ai vari tentativi di eliminarlo. Per altri invece e' stato un dittatore sanguinario, che non ha rispettato le promesse iniziali, ha elimato tutti i suoi compagni d'avventura che gli erano d'intralcio e soprattutto e' stato una pedina fondamentale nella strategia sovietica durante la Guerra Fredda. Di più un comunista refrattario ad ogni tipo di riforma per timore che la "purezza" ideologica del suo regime venisse staccata. Insomma un leader che ha sprecato la sua polarità nazionalista e che ha imposto, nonostante le ricchezze inestimabili di Cuba, al suo popolo sofferenze e privazioni. 

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