Iran: fuoco amico pasdaran, dopo jet ucraino affondata nave militare

. Esteri

Pasdaran da 'oggi le comiche', se nelle tragedie da fuoco amico iraniano non si dovessero ancora contare decine di vittime. Dopo il paradossale caso del Boeing 737 delle linee aeree ucraine, con 176 persone a bordo, abbattuto da un missile della contraerea poco dopo il decollo dall'aeroporto di Teheran lo scorso 8 gennaio, si registra l'affondamento nel Golfo di Oman della "Konarak", nave di supporto della Marina militare della Repubblica Islamica. Missile A sparare il missile letale contro la Konarak, durante esercitazioni nell'area dello stretto di Hormuz, un'altra nave militare di Teheran, la fregata "Jamaran" che stava testando un nuovo missile anti-nave. Nell'incidente sono rimasti uccisi 19 marinai e altri 15 feriti. Il nuovo incidente è stato ufficialmente annunciato dai media statali iraniani e l'ISNA, l'Agenzia di stampa degli studenti rivoluzionari iraniani finanziata dal governo, segnala che "le circostanze dell'incidente sono attualmente in fase di esame tecnico". L'affondamento si è verificato vicino al porto di Jask, nel sud del paese, dove si trova una importante una base navale. Petrolio Attraverso lo stretto di Hormuz passa circa il 20% del petrolio mondiale e nella zona c'è una forte presenza della Marina statunitense. Negli ultimi mesi proprio nel golfo di Oman si sono registrate tensioni tra mezzi navali di Washington e Teheran, con accuse contro le Guardie della rivoluzione islamica di responsabilità più o meno malamente mascherate di attacchi ai danni di petroliere di varie nazionalità. La Repubblica islamica, colpita duramente dalle sanzioni rafforzate dal presidente Trump, sta affrontando una situazione pesante per la pandemia da Coronavirus, secondo i dati ufficiali - che sarebbero sottostimati secondo osservatori occidentali - il bilancio dei contagi è a quota 107.603 e quello dei morti di 6.640. Soleimani L'abbattimento dell'aereo ucraino avvenne nelle concitate giornate seguite all'attacco del 4 gennaio, da parte di un drone Usa, contro il generale dei pasdaran, Qassem Soleimani, appena giunto all'aeroporto di Baghdad. Il capo delle forze speciali all'estero delle Guardie della rivoluzione era un personaggio carismatico, ritenuto di fatto il numero due del regime degli Ayatollah. Proprio nel giorno in cui venne colpito il velivolo passeggeri di Kiev, i pasdaran avevano lanciato per ritorsione missili contro basi militari Usa in Iraq e il Boeing venne improvvidamente scambiato per un missile da crociera.

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