Coronavirus, Cina allenta il blocco. Pechino aiuta il mondo, ma fermi i suoi 'wet market'

. Esteri

La Cina, focolaio iniziale della pandemia da Coronavirus, allenta lo stretto blocco che ha fermato l'espansione nel virus in un paese di oltre 1 miliardo e 380 milioni di abitanti e inizia a pensare alla fase 'post Corona'. Dopo lo shock Pechino si impegna nei confronti degli altri paesi ora sotto scacco, una scelta che - comunque la si voglia giudicare - appare in netto contrasto all'egoismo di realtà come l'Olanda, i cosiddetti paesi di Visegrad o l'America trumpiana. Cuba Nell'emergenza paesi come la Cina e Cuba e financo alla Russia, hanno dimostrato di saper praticare concretamente la solidarietà. L'unica cosa che si dovrebbe chiedere con forza per il futuro agli amici cinesi è la totale chiusura dei tradizionali "wet market", i mercati dove si macella sul posto e si vende carne fresca di animali di ogni tipo, senza alcun controllo medico-veterinario. Proprio dal mercato di carni e pesce di Wuhan sarebbe partita la pandemia da Covid-19, ma già prima da altri luoghi del genere si erano avviati altri contagi come la Sars o la potentissima influenza asiatica degli anni Sessanta del secolo passato. Codice verde A partire dal prossimo 8 aprile le restrizioni verranno progressivamente ridotte proprio a Wuhan, chiusa dal resto del mondo dalla metà di gennaio, ma già a partire da domani i movimenti saranno resi meno difficili nella circostante provincia di Hubei per chi abbia un codice "verde" sulla app di controllo sanitario. Intanto Pechino allarga l'orizzonte degli aiuti internazionali, con l'invio di personale medico e paramedico e di forniture di materiale sanitario e si sicurezza anti-contagio. Team cinesi hanno già raggiunto l'Italia, l'Iran, la Cambogia, la Serbia, come pure materiali hanno raggiunto Francia e Gran Bretagna. Foglie "Siamo foglie dello stesso albero" si leggeva sullo striscione esposto dai medici cinesi al loro arrivo a Milano Malpensa e in Cina si sottolinea il ricordo dell'immediato aiuto con un ospedale da campo italiano, quando nel maggio 2008 Sichuan subì un catastrofico terremoto di magnitudo 8, nel quale rimasero uccise oltre 80 mila persone. Il medico Zuo Xuemei, riporta l'agenzia Xinhua, ricorda: "Parlavamo lingue diverse, ma comunicavamo attraverso il contatto visivo. I medici italiani hanno curato quasi mille persone e alla loro partenza gli abitanti si radunarono salutarli". Il presidente cinese, Xi Jinping, ha sottolineato: "I virus non conoscono confini o popoli. Solo lavorando insieme l'umanità può vincere la battaglia". Xi ha invitato tutte le nazioni a portare avanti la cooperazione in ambito ONU e G20, migliorando la condivisione di informazioni ed esperienze, rafforzando la collaborazione nella ricerca scientifica e sostenendo l'OMS nel migliorare la governance globale della salute. Xi Jinping Inoltre, secondo il presidente cinese: "Dovrebbe aumentare anche il coordinamento delle politiche macroeconomiche; in modo da stabilizzare i mercati, mantenere la crescita economica, salvaguardare il benessere delle persone e mantenere aperte, stabili e sicure le catene di approvvigionamento globali".
(foto Xinhua/Mao Pengfei)

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