Usa 2020. Tra i dem Biden corre, Sanders frena. Trump ha nomination GOP in tasca

. Esteri

Prosegue spedito il cammino dell'ex vicepresidente di Barack Obama, Joe Biden, verso la candidatura democratica per le presidenziali Usa del prossimo novembre. Ha largamente battuto il rivale 'socialista', Bernie Sanders, nell'ultima tornata di primarie in Florida, Illinois e Arizona, svoltesi nonostante l'emergenza coronavirus. Sui pavimenti dei seggi erano marcate linee per le distanze di sicurezza e gli elettori hanno trovato disinfettanti per le mani e scrutatori muniti di mascherine e guanti usa e getta. Giugno Alcuni appuntamenti, tuttavia, sono stati rinviati probabilmente a giugno, come in Ohio, Georgia, Louisiana e Kentucky. Intanto, il presidente Donald Trump ha ufficialmente conquistato la nomination del Partito Repubblicano, popolarmente noto come Grand Old Party (GOP), vincendo le primarie in Illinois. Una vittoria scontata sul contendente di bandiera, l'ex governatore del Massachusetts, Bill Weld. L'accelerazione ha portato Biden, secondo i calcoli dell'Associated Press, a circa 1.147 delegati, poco più di 700 dai 1.991 del quorum per la nomination alla convention dem, prevista per la metà di luglio a Milwaukee nel Wisconsin. Endorsement Per Biden dovrebbero esprimersi i poco meno di cento delegati raccolti dal milionario Michael Bloomberg e dell'ex sindaco di South Bend in Indiana, Pete Buttigieg, che si sono ritirati dalla corsa e hanno annunciato il loro endorsement per l'ex vicepresidente. Biden, dopo un inizio stentato, ha iniziato la rimonta a partire dal Sud Carolina a fine febbraio, poi ha conquistato il maggior numero di Stati - tra cui Massachusetts, Texas e Virginia - nel Super Tuesday del 3 marzo. Significativa la larga vittoria in Michigan il 10 marzo. L'ex numero due di Obama raccoglie consensi tra i moderati, i lavoratori, gli afroamericani e gli ispanici. Ma in un appello via webcam da casa a Wilmington nel Delaware - in ottemperanza alle norme anti-coronavirus -, Biden si è rivolto ai giovani, zoccolo duro dei sostenitori di Sanders: "Lasciatemi dire che vi ascolto. So qual è la posta in ballo e so cosa dobbiamo fare insieme". Utile La maggioranza degli elettori dem sembra privilegiare il 'voto utile' e ritiene Biden il candidato con maggiori possibilità di battere Trump. La speranza, anche dei big del partito, è che questa volta il senatore socialista del Vermont accetti con savoir faire politico la situazione, a differenza di quattro anni fa quando confermò sino all'ultimo l'ostilità verso Hillary Clinton. In campo resta ancora anche l'ultima donna in competizione, la deputata delle Hawaii Tulsi Gabbard. Nei giorni scorsi Biden ha giocato la carta 'rosa', annunciando l'indicazione, in caso di vittoria nelle primarie, di una vicepresidente donna. Celtic Tra i nomi che circolano quelli dell'ex candidata afroamericana a governatore della Georgia, Stacey Abrams, e del ministro della Giustizia con Obama, Sally Yates. Per il Servizio Segreto che garantirà la sua sicurezza in campagna elettorale, Biden conserverà il nome in codice Celtic, lo stesso di quando era vicepresidente.

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