Migranti premono su frontiera greco-turca. Ue, "i confini non sono aperti"

. Esteri

I confini tra Europa e Turchia "non sono aperti", lo ha detto l'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea, Josep Borrell, al termine di un incontro di emergenza a Zagabria dei ministri degli Esteri Ue. In molti, ha sottolineato Borrell, "stanno affluendo ai confini con l'Europa credendo, perché qualcuno glielo ha detto, che questi confini saranno aperti", ma la situazione è all'opposto: "Il confine non è aperto, non andate al confine. Evitate di spostarvi verso una porta chiusa". Africa A dispetto delle notizie diffuse dalla Turchia in questi giorni, la maggior parte dei migranti che si trovano attualmente al confine greco-turco non viene dalla Siria, ma dall'Africa e da altri paesi dell'Asia centrale, Afghanistan in particolare. Ne dà conferma in una corrispondenza dal punto di frontiera di Pazarkule, il corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia, Mariano Giustino. Forza Da quando Ankara il 28 febbraio scorso ha annunciato che non avrebbe più rispettato l'accordo del 2016 con Bruxelles per mantenere i rifugiati sul suo territorio, in oltre 35 mila si sono riversati verso il confine di terra con la Grecia, dove sono stati respinti dalle forze di polizia di Atene anche con l'uso della forza. Dalla riunione di Zagabria è emersa la disponibilità dell'Ue a finalizzare nuovi aiuti, oltre ai 6 miliardi di euro già concordati con la Turchia. Secondo Borrell, Ankara "si è fatta carico di un grosso peso e dobbiamo capirlo, ma allo stesso tempo, non possiamo accettare che migranti e rifugiati vengano utilizzati per metterci pressione". Esplicito il commento del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: "Non possiamo accettare ricatti. I flussi migratori vanno risolti ". Solidarietà Nella dichiarazione comune al termine del Consiglio Affari esteri si legge: " L'Ue e i suoi Stati membri restano determinati a proteggere efficacemente le frontiere. I passaggi illegali non saranno tollerati". Dai ministri degli Esteri europei giunge inoltre "piena solidarietà con la Grecia. Per l ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, "complessivamente sono state accolte con favore le misure adottate dalla Grecia", mentre il suo collega olandese, Stef Blok, ha parlato di "modo cinico" con cui vengono usati i rifugiati da parte turca. Idlib Nel frattempo in Siria è partito il cessate il fuoco negoziato giovedì a Mosca dal presidente russo, Vladimir Putin, e dal suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani una relativa calma è scesa sulla regione di Idlib nel nord-ovest della Siria, dopo settimane di intensi combattimenti tra ribelli appoggiati dalla Turchia e le forze siriane del regime di Assad sostenute dalla Russia Nell'ultima area del paese detenuta da forze antigovernative dal 2015, sono presenti oltre ai gruppi armati filo turchi del National Liberation Front, anche combattenti legati ad al-Qaeda - dati non confermati parlano di 15/20 mila jihadisti - appartenenti soprattutto a Hayat Tahrir al-Sham (HTS). Non mancano alcune decine di migliaia di miliziani stranieri, prevalentemente uiguri della minoranza musulmana cinese riuniti nel Turkistan Islamic Party (TIP) e poi tagichi, uzbeki e di svariate altre provenienze estere.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

Aggiungi commento

Tutti i lettori possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del sito. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere il proprio parere su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i commenti che risulteranno essere in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.



Aggiorna