Luanda Leaks, i file segreti che compromettono la donna più ricca d'Africa

. Esteri

"Luanda Leaks" è l'investigazione sulla base di oltre 700mila documenti riservati, che vuole fare luce sulle fortune accumulate da Isabel dos Santos, figlia del presidente che ha governato per quasi quarant'anni l'Angola, a scapito dell'intero paese dell'Africa meridionale. Un paese ricco di materie prime, dal petrolio ai diamanti, tormentato per oltre 20 anni da una sanguinosa guerra civile seguita alla lotta di indipendenza dal Portogallo e poi caratterizzato da alterne fasi economiche, sempre comunque con una forte divario nella distribuzione della ricchezza. Povertà Recenti dati indicano che il 36,60 % della popolazione vive sotto la soglia della povertà, mentre persistono piaghe come analfabetismo, alti livelli di mortalità infantile, scarsità di accesso ad acqua ed energia elettrica. Sfruttando il fattore nepotismo durante i lunghi anni di potere del padre, José Eduardo dos Santos che ha lasciato la presidenza nel 2017, Isabel – che oggi vive a Londra - è diventata la donna più ricca d'Africa, con una fortuna stimata in 2,2 miliardi di dollari. Un pool di più di cento reporter di 20 paesi, guidato dall'International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), ha scavato nelle vicende del suo impero economico. Diamanti Un insieme di interessi che vanno dall'Africa all'Europa e coprono diversi settori dalle banche alle telecomunicazioni, dal petrolio ai diamanti, dall'immobiliare a supermercati. Uno schema di arricchimento che vede coinvolto anche il marito, l'imprenditore e collezionista d'arte congolese, Sindika Dokolo. I documenti analizzati sono stati ottenuti dalla Platform to Protect Whistle-blowers in Africa, un'organizzazione anticorruzione che ha già contribuito alle dimissioni del presidente del Sud Africa, Jacob Zuma. Isabel e il marito si difendono e parlano di hackeraggio e di una vera e propria "caccia alle streghe" messa in atto dal nuovo presidente dell'Angola, João Lourenço. Salito al potere con una transizione pacifica non comune in Africa, Lourenço ha promesso di battersi contro il "cancro della corruzione" e nel mirino per primi sono finiti i figli del suo predecessore. Congelamento Tre settimane fa il procuratore generale dell'Angola ha annunciato un congelamento delle attività di Isabel, con l'accusa di aver danneggiato il paese per un miliardo di dollari. I documenti sulle attività della ‘Principessa’, che è stata anche a capo dell'azienda petrolifera statale Sonangol, rivelano irregolarità nell'acquisto di una importante partecipazione azionaria nella società energetica portoghese Galp, accordi capestro con la compagnia di diamanti angolana Sodiam, pagamenti sospetti di consulenze, acquisto di terreni per speculazioni immobiliari nella capitale Luanda con l'allontanamento di intere famiglie, la realizzazione di super profitti dal settore telecomunicazioni con il controllo del maggior gestore di telefonia mobile, Unitel. Davos Proprio la presenza di quest'ultima compagnia tra gli sponsor del World Economic Forum, avrebbe dovuto portare Isabel a Davos, ma al momento il suo nome è stato rimosso dall'elenco dei partecipanti.
(immagine tratta da sito icij.org)

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