Libia, in scena a Mosca la "pax russo-turca" ma Haftar s'impunta

. Esteri

La pax russo-turca voluta da Putin e Erdogan per la Libia ha mosso i primi passi a Mosca registrando "progressi", come ha detto il ministro degli esteri russo Lavrov, ma non abbastanza per considerarla accettata dai due protagonisti, al-Sarraj e Haftar. Se infatti Sarraj, il premier riconosciuto dalla comunità internazionale, ha firmato il generale di Tobruk ha chiesto tempo fino a domani mattina per sottoscrivere l'intesa che congelerebbe l'attività del contingente turcoinviato da Ankara e affiderebbe la supervisione della tregua ai russi prima di passare il controllo effettivo sul terreno ad un contingente dell'Onu. Dalla Cirenaica i militari al comando di Haftar hanno fatto capire che non è loro intenzione interrompere gli attacchi su Tripoli fino a quando il paese non sarà liberato da"milizie e terroristi". Ma la decisione se aderire alla pace voluta da Ankara e Mosca, i due veri protagonisti sulla scena libica, è politica e bisognerà attendere qualche ora prima che Haftar decida di aderire tenendo anche conto di un clima per niente pacificato dal momento che a Mosca, dove si sta svolgendo l'incontro tra le delegazioni delle due  fazioni libiche, al-Sarraj si è finora rifiutato di incontrare direttamente Haftar. Nelle stesse ore ad Ankara il premier italiano Giuseppe Conte ha incontrato il presidente turco Erdogan impegnato per un cessate il fuoco permanente. Conte, per parte sua impegnato a ritagliare per Roma un ruolo non secondario nella crisi libica, ha detto di sostenere per la Libia il percorso disegnato sotto egida Onu ed ha enfatizzato l-importanza della conferenza di Berlino del 19 gennaio dove, ha aggiunto, Ue, Turchia e Russia avranno un grande ruolo.

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