Trump all'Iran, pronte nuove sanzioni (ma niente ritorsioni)

. Esteri

Gli Usa hanno pronte "nuove sanzioni" verso l'Iran per indurre il paese guidato dagli ayatollah a rinunciare alle sue ambizioni nucleari ma, almeno per il momento,non sembra abbiano in animo di attuare ritorsioni per l'attacco missilistico lanciato da Teheran la notte scorsa contro le basi americane in Iraq. Il presidente Trump ha parlato alla nazione spiegando che nessun militare americano è rimasto ferito nell'attacco e che nelle basi si sono  verificati solo dei "piccoli danni". Il capo della casa Bianca, circondato dai maggiori esponenti della sua amministrazione (dal vice Pence, al segretario di stato Pompeo, al segretario alla Difesa Esper) ha usato toni insolitamente bassi per affrontare la delicatissima situazione dei rapporti con l'Iran dopo l'uccisione a Baghdad del generale Qassem Soleimani ad opera di missili sganciati da droni Usa. "Soleimani era il maggior terrorista mondiale, ideatore di molti degli attentati verificatisi nella regione, con le mani sporche del sangue di soldati americani e iracheni" ha detto Trump per giustificare l'azione americana affermando che per contrastare la minaccia dell'Iran "tutte le opzioni restano aperte" perchè finchè lui sarà presidente Teheran "non avrà mai l'arma nucleare". Poi lo spiraglio con l'auspicio circa il raggiungimento di "un accordo che permetta all'Iran di crescere e prosperare". Una sorta di apertura politica: gli Usa sono pronti ad "abbracciare la pace" con il popolo e i leader iraniani - ha concluso - ma a due condizioni: "la rinuncia ad ogni ambizione di avere l'arma nucleare e la fine del sostegno al terrorismo".

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