Iran, 50 morti nella ressa funebre per Soleimani. 13 scenari per la "vendetta". Massima allerta negli Usa

. Esteri

Cinquanta morti e almeno 200 feriti nelle ressa funebre per la sepoltura del generale Soleimani a Kerman, città natale del braccio destro della Guida suprema iraniana ucciso da un raid Usa a Baghdad. Centinaia di migliaia a Kerman e milioni di persone contemporaneamente a manifestare a Teheran, sempre per Soleimani, gridando "Morte all'America". Intanto il consiglio di sicurezza nazionale iraniano ha fatto sapere, in merito alla "vendetta fredda" nei confronti degli Usa annunciata dall'ayatollah Khamenei, di aver individuato "13 scenari" e "anche il più debole di questi - dice una nota del Consiglio - sarà un incubo storico per gli Usa". Resta quindi altissima la tensione tra Teheran e Washington in attesa dell'annunciata ritorsione per il raid che ha ucciso Soleimani, una ritorsione che dovrà consistere - sono parole della Guida suprema - in "attacchi diretti e proporzionati contro interessi americani". Una minaccia che ha fatto pensare che uno degli obiettivi della rappresaglia iraniana possa essere l'attentato ad un generale americano. Anche per questo negli Usa e nelle basi americane in Medio Oriente è stata disposta la massima allerta: si temono attacchi con i droni. A Baghdad il parlamento iracheno ha invitato le forze armate americane a lasciare il paese. A Teheran il parlamento iraniano ha definito le forze Usa "terroriste".  Trump ha ribattuto all'invito di Baghdad: gli Usa se ne andranno solo se l'Iraq li rimborserà per quanto speso finora - miliardi di dollari - per la base Usa nella capitale. Proprio dalla base Usa sono stati allontanati sia i militari della Germania inquadrati nella coalizione internazionale a guida americana sia la cinquantina di carabinieri italiani lì dislocati; per loro è stata individuata una base sempre vicina a quella Usa ma più sicura. Si parla di 'ridislocazione' di una missione che comunque va avanti.

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