Trump colpisce al cuore l'Iran. Missili Usa eliminano generale Soleimani

. Esteri

Tensione alle stelle in Medio Oriente tra Usa e Iran. Improvviso e spietatamente preciso: un raid aereo a stelle e strisce ha colpito ed eliminato nei pressi dell'aeroporto di Baghdad il generale iraniano, Qassem Soleimani. Pasdaran Era il capo di Forza Quds, le truppe di elite dei pasdaran di Teheran, circa 15 mila uomini sotto il diretto comando della Guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, impegnata nella diffusione dell'ideologia khomeinista fuori dalla Repubblica Islamica, dall'Iraq alla Bosnia, dal Libano alla Siria. Oltre al 62enne generalissimo iraniano nel blitz aereo è rimasto ucciso anche Abu Mahdi al-Muhandis, vicecomandante delle Forze di mobilitazione popolari irachene (PMF), il gruppo paramilitare sciita che nei giorni scorsi aveva cercato di mettere a ferro e fuoco l'ambasciata americana a Baghdad. Vendetta Teheran ha promesso "ritorsioni" durissime e proprio Khamenei ha minacciato: "Una dura vendetta attende i criminali le cui mani nefaste si sono macchiate del sangue di Soleimani". Intanto sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale. L'ordine dell'attacco è partito direttamente dal presidente Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva lanciato un monito affermando che l'Iran avrebbe "pagato un prezzo molto alto" per l'assalto all'ambasciata in Iraq. Bandiera Secondo il Pentagono: "Il generale Soleimani stava mettendo a punto attacchi contro diplomatici americani e personale in servizio in Iraq e nell'area. Soleimani e le forze Quds sono responsabili della morte di centinaia di americani e del ferimento di altri migliaia. Gli Stati Uniti continueranno a prendere tutte le azioni necessarie per tutelare la nostra gente e i nostri interessi del mondo". Trump ha twittato una foto della bandiera americana. A colpire il convoglio di auto con i big sciiti sarebbe stato un drone. Soleimani, capelli d'argento e corta barba bianca, era un eroe per i suoi e la vera e propria faccia del male per gli avversari. Ambizioni Quds è il nome arabo della città di Gerusalemme e il generale era la mente strategica e operativa dietro alle ambizioni di Teheran in Medio Oriente, l'uomo che prendeva importanti decisioni quando si trattava di questioni di guerra e pace. Aveva tatticamente appoggiato la guerra all'Isis, ma contemporaneamente finanziato, addestrato e rifornito di armi i principali gruppi armati dell'area, indicati come terroristi dagli Usa, inclusi Hezbollah in Libano e la Jihad islamica palestinese a Gaza.

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