Iran. Rivolta contro il caro benzina, ma Khamenei benedice l'aumento

. Esteri

La Guida Suprema dell'Iran, ayatollah Ali Khamenei, non ha dubbi e sostiene l'aumento dei prezzi del carburante che ha scatenato proteste anche violente nel paese. Il governo di Teheran, sotto pressione per le sanzioni Usa dopo la decisione di Trump di uscita unilaterale dall'accordo sul nucleare, ha deciso il razionamento della benzina e la fine dei sussidi statali del prezzo, provocando nei fatti un aumento del 50%. Poveri Il presidente Hassan Rouhani ha sottolineato come le risorse derivate "dall'aumento dei prezzi della benzina andranno beneficio della gente, delle fasce più povere della popolazione sotto pressione" per la crisi economica. Ma la risposta sono state manifestazioni ed episodi di violenza in varie città, a partire dalla capitale. Al momento si registra un morto negli scontri tra dimostranti e polizia nella città di Sirjan, nel centro del paese. Khamenei ha condannato gli "hooligan" e i controrivoluzionari responsabili delle violenze e ha minacciato una risposta ancora più dura se le azioni illegali continueranno. Teppisti Guida Suprema ha detto di comprendere le preoccupazioni di molti per gli aumenti, ma ha ribadito: "Sabotaggi e incendi sono posti in atto da teppisti, non dal nostro popolo". Si registrano decine di arresti, mentre gli organismi di sicurezza hanno bloccato la rete Internet nazionale per bloccare propaganda, ma diverse immagini degli scontri e delle file ai distributori sono state diffuse in rete. Il prezzo dei carburanti in Iran è tra i più bassi al mondo, ma in un paese con un reddito medio basso l'aumento è stato accolto con rabbia diffusa. Contrazione L'economia ha sofferto per le sanzioni in vigore da un anno: l'economia in un paese di oltre 80 milioni di abitanti è in rapida e grave contrazione fino al -9% del Pil, l'inflazione al 40%, il riyal la valuta nazionale è ai minimi storici, gli investitori stranieri si sono allontanati. In primo piano resta l'accordo sul nucleare raggiunto a Vienna nel luglio 2015 tra l'Iran, i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania e l'Unione europea. Teheran aveva accettato limiti controllati internazionalmente all'arricchimento dell'uranio delle sue centrali per evitare il rischio di proliferazione nucleare. Sanzioni In cambio era prevista la cessazione delle sanzioni economiche. A maggio 2018 Trump ha annunciato l'uscita dall'accordo e il contemporaneo rilancio delle sanzioni, ritenendo Teheran ancora impegnata nel programma di armamento atomico e responsabile della destabilizzazione in Medio Oriente, dalla Siria al Libano, allo Yemen. L'Ue ha criticato la decisione del presidente Usa e ha cercato le modalità per garantire continuità alle "attività commerciali legittime" con l'Iran. Da parte di Teheran si è risposto con un ultimatum e l'annuncio del superamento del limite di arricchimento dell'uranio dal 3,67% dell'accordo almeno al 5%.
AGGIORNAMENTI

20.11.2019
- È di oltre 100 morti, secondo Amnesty International, il primo bilancio delle vittime in cinque giorni di manifestazioni di protesta contro il caro benzina in tutto l'Iran. Secondo altre fonti il numero dei morti potrebbe essere anche il doppio. Le forze di sicurezza del regime iraniano hanno usato la mano pesante per reprimere i dimostranti in oltre 20 città del paese. Il blocco di Internet rende difficile l'accertamento reale della situazione. Cecchini avrebbero sparato sui manifestanti dai tetti e in un caso anche da un elicottero. Il governo di Teheran non ha fornito dati ufficiali. Oltre mille gli arresti e il giornale Kayhan, vicino alla Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, ha scritto che i leader della protesta potrebbero essere giustiziati.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

Aggiungi commento

Tutti i lettori possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del sito. Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere il proprio parere su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i commenti che risulteranno essere in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.



Aggiorna