A Hong Kong la polizia spara. Atteso in Italia dissidente Wong, irritazione di Pechino

. Esteri

Ancora proteste a Hong Kong e ancora pugno di ferro da parte della polizia. Durante il tentativo di sciogliere una manifestazione nella parte orientale dell'ex colonia britannica, un agente ha sparato un colpo di pistola a distanza ravvicinata contro un dimostrante, che è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in condizioni critiche. Tutta la scena è stata ripresa e immediatamente diffusa sui social, con immagini davvero scioccanti. Estradizione Le proteste sono iniziate a giugno contro una legge, ora ritirata, che avrebbe consentito l'estradizione in Cina, ma la protesta si è allargata con la richiesta di piene condizioni di democrazia e di inchiesta sulle violenze della polizia. In base al principio "una Cina due sistemi", Hong Kong ha una certa autonomia e i suoi abitanti maggiori diritti, sempre però sotto il vigile occhio di Pechino. Il capo dell'esecutivo di Hong Kong, la filo-cinese Carrie Lam, dopo gli ultimi episodi ha assicurato: "Non risparmieremo alcuno sforzo nel trovare modi e mezzi per porre fine alla violenza a Hong Kong il più presto possibile". Irritazione Intanto, l'annunciato arrivo in Italia entro il mese di Joshua Wong, 23 anni, uno tra i volti più noti della protesta democratica a Hong Kong, sembra destinato a suscitare l'irritazione del governo di Pechino e a produrre tensione con Roma, come già accadde in passato con la visita nel nostro paese del Dalai Lama, considerato l'emblema della lotta per l'autonomia del Tibet. Wong fondatore del movimento studentesco di Hong Kong Scholarism e segretario generale del Partito democratico, Demosistō, di Hong Kong, è stato invitato a Milano dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, per un incontro la sera del 27 novembre del ciclo "Move on. Feltrinelli Movimenti, conflitti, bisogni", dedicato a movimenti, conflitti e pratiche di mobilitazione che, sullo scenario internazionale, possono rappresentare punti di riferimento, esempi su cui riflettere. Voci di protesta in grado di influenzare le agende pubbliche delle diverse realtà, un'occasione di incontro - spiegano alla Fondazione - "tra movimenti e pratiche italiane e internazionali sulle possibilità di tradurre le istanze delle lotte dal basso in politiche pubbliche. Perché per costruire un’alternativa è innanzitutto necessario 'muoversi'". Il giovane attivista, che ha già viaggiato in Germania e negli Stati Uniti, dovrebbe poi proseguire per Roma, dove potrebbero essere in agenda incontri politici con esponenti del Partito democratico, ma anche di Fratelli d'Italia. Ombrelli Wong è conosciuto a livello internazionale per il suo ruolo di primo piano durante il Movimento degli ombrelli del 2014 e nel 2017 è stato preso in considerazione per la nomina del Premio Nobel per la pace. In questi anni è stato ripetutamente arrestato e rilasciato dalle autorità di Hong Kong, che a fine ottobre hanno stabilito che l'attivista non potrà candidarsi alle prossime elezioni locali, poiché si è dichiarato per l'autodeterminazione della regione amministrativa speciale della Cina. Secondo il governo locale e le indicazioni di Pechino, la difesa o la promozione dell'autodeterminazione dell'ex colonia britannica sono contrarie al requisito per cui tutti i candidati devono sostenere la Legge Fondamentale ed esprimere lealtà a Hong Kong.
(foto da profilo Facebook Wong)

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