Allarme di Macron, Ue sul baratro e Nato in stato morte cerebrale

. Esteri

Se Atene piange, Sparta non ride. A un Italia sempre più in ambasce, prigioniera del doppio estremismo grillin-salviniano, fa riscontro un'Europa in grande affanno per la crisi economica, ma anche per la sua debolezza politica, che ancora non vede partire la Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Preoccupato A mettere il dito nella piaga è il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato dall'Economist, che parla di un'Unione "sull'orlo del precipizio" e di una Nato "in stato di morte cerebrale". Il numero uno dell'Eliseo è preoccupato per la "straordinaria fragilità dell'Europa", che "scomparirà" se non "pensa a se stessa come a una potenza in questo mondo. Non drammatizzo - dice -, cerco di essere lucido" di fronte al progressivo disallineamento del Vecchio Continente, assediato da realtà come gli Usa di Trump  e la Cina. "Per settant'anni abbiamo realizzato un piccolo miracolo geopolitico, storico e di civiltà - riflette Macron -, un'equazione politica senza egemonia e che ha assicurato la pace. Ma oggi ci sono una serie di fenomeni che ci mettono sul limite del precipizio", mentre Bruxelles si sta estenuando sulla vicenda Brexit. Insomma, "l'Europa ha dimenticato che era una comunità, pensando gradualmente a se stessa soltanto come a un mercato" e questa "profonda colpa" ha pesantemente ridotto "la portata politica del suo progetto". Bipolarismo Il tutto in un'epoca in cui negli Stati Uniti, che rimangono "il nostro grande alleato", il presidente respinge l'idea stessa del progetto europeo. Macron vede tutti i rischi di un bipolarismo mondiale, una sorta di "G2" USA/Cina, e di un'Europa chiaramente marginalizzata, proprio mentre ai suoi più diretti confini emergono poteri autoritari dalla Russia alla Turchia. Se gli europei "non si svegliano", non acquisiscono consapevolezza di questa situazione, "il rischio vero è geopoliticamente di scomparire o, comunque, di non essere più padroni del nostro destino" e questo, sostiene Macron, "lo credo profondamente". In parallelo si sta vivendo "la morte cerebrale della Nato", perno su cui si era retto il mondo occidentale. Problema Evidente l'esempio della Siria, dove si sono registrati contemporaneamente il disimpegno non concordato degli americani e l'aggressione della Turchia contro i Curdi, alleati degli occidentali nella guerra all'Isis. Una totale mancanza di consultazione e di coordinamento, afferma Macron, "in un'area in cui sono in gioco gli interessi" europei: "Strategicamente e politicamente dobbiamo riconoscere che c'è un problema". E così alla domanda secca se ancora creda nella 'risposta collettiva' prevista dall'articolo 5 della Carta della Nato in caso di attacco a uno dei paesi membri - come nell'ipotesi di una risposta militare di Damasco contro i turchi - il presidente francese risponde schiettamente: "Non lo so". Obiettivi L'Alleanza atlantica deve perciò "chiarire quali siano ora i suoi obiettivi strategici" e nel frattempo Macron torna a insistere sulla necessità di una difesa comune europea: "L'Europa che deve acquisire un'autonomia strategica e capacità a livello militare", anche per poter "riaprire", a livello continentale, un confronto serio e che richiederà del tempo con la Russia.

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