Obama, politica non è per gli integralisti."Anche chi fa cose buone ha difetti"

. Esteri

L'integralismo in politica, come nella vita, plasticamente rappresentato dai 'leoni da tastiera' sui social, è una via facile, ma non origina alcun cambiamento. Gli accoliti della cultura dell'annullamento dell'avversario passano da uno sdegno all'altro, urlando e bollando gli altri. Per loro tutto è o nero o bianco. Da una parte ci sono i buoni, quelli d'accordo con loro su tutto, e dall'altra i cattivi, che hanno ance una sola opinione diversa. Annullare L'ex presidente democratico, Barack Obama, nella annuale conferenza della Obama Foundation a Chicago, ha lanciato un grido d'allarme: "Sui social media ho la sensazione che il modo in cui tanti vogliono portare avanti il cambiamento è quello di mostrarsi il più severi possibile nel giudizio sugli altri". Obama si è rivolto alla cosiddetta generazione "woke" - un termine legato alla consapevolezza politica e sociale, in voga tra i militanti afroamericani e poi entrato nel linguaggio comune - ovvero quegli attivisti 'duri e puri', che con i loro post, i loro tweet, i loro hashtag fanno a pezzi, vogliono annullare totalmente gli avversari. Ma la vita e la politica, secondo il leader progressista, raramente sono così nitide, c'è sempre una grande area grigia e nessuno mai - incluso l'intransigente, il manicheo di turno - rappresenta tutto il bene o tutto il male. Pietre Anche "le persone che fanno cose davvero buone hanno dei difetti", sottolinea Obama, evidenziando tutti i rischi per la società della sindrome "savonarola", ben esemplificata in Italia dall'estremismo a cinque stelle o leghista. "Questa idea di purezza, questo non voler scendere mai a compromessi, questo ritenersi sempre nel giusto sono soltanto sciocchezze - sottolinea Obama -. Il mondo è variegato ed è problematico", così "le persone che stai combattendo" oggi con tanta asprezza, "sicuramente come te amano i loro bambini e potrebbero condividere con te delle cose". Quindi, "se tutto ciò che fai è soltanto lanciare pietre, probabilmente non andrai molto lontano". Insomma, imparare a vedere gli altri meno come bersagli e più come persone, farebbe a noi tutti e alla politica un mondo di bene. Nomination Idee, quelle di Obama, che si inseriscono a pieno titolo nella corsa alla nomination democratica per le presidenziali 2020, che vede il confronto tra l'ala degli intransigenti, da Bernie Sanders alla senatrice Elizabeth Warren, scontrarsi con l'ala pragmatica di Joe Biden, ex vicepresidente di Obama. Jen Psaki, ex direttore della comunicazione di Obama alla Casa Bianca, ha spiegato alla CNN: "Se facciamo il test di purezza a tutti, alla fine avremo un partito così piccolo, che non potrà mai vincere. Governare non può mai voler dire: non sei d'accordo con me? Allora, sei fuori". Che al signor Di Maio siano fischiate le orecchie?

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