Dal voto in Turingia lo spettro per l'Europa di una Germania nazionalista

. Esteri

Uno spettro si aggira per l'Europa, ma questa volta - parafrasando Marx - è quello del nazionalismo, la vera matrice delle due Guerre mondiali. Un segnale inquietante viene dal risultato ottenuto da Alternative für Deutschland (AfD) nelle elezioni regionali in Turingia. Circa un elettore su quattro ha votato per il partito para-nazista, guidato localmente dall'estremista Bjoern Hoecke, che ha definito "una vergogna" il memorial dell'Olocausto di Berlino. Poco contano così il singolare successo degli ex comunisti della Linke, che sfiorano il 30%, o il crollo di oltre 11 punti della CDU della cancelliera Merkel o i risultati negativi di socialdemocratici e Verdi. Paure Il dato che crea preoccupazione, in parallelo ai successi di altri sovranismi/nazionalismi nel Vecchio Continente, è quello dell'estrema destra. L'AfD avanza cavalcando le paure della fasce più deboli della popolazione, con i temi classici dell'immigrazione, della sicurezza, dell'antisemitismo. Ma ora si è fatta anche portavoce del revanscismo di quel 25% circa di tedeschi discendenti di quanti vennero espulsi dagli ex territori orientali della Germania, quelli a est dell'attuale confine orientale della Repubblica federale, persi dopo le due guerre mondiali a vantaggio di Polonia, Repubblica Ceca e Russia. Questione Territori a est della linea Oder-Neisse dai nomi evocativi: Prussia orientale, Pomerania orientale, Brandeburgo orientale, Slesia e Sudeti. Almeno 12 milioni di cittadini tedeschi residenti in quelle regioni furono evacuati e oggi l'AfD appare disposta a riaprire la cosiddetta "questione tedesca", dopo che nel 1990 la Germania ha ufficialmente riconosciuto l'attuale confine, mettendo fine a ogni rivendicazione di sovranità. Quello che sembrava un tabù è stato sdoganato. Dietro la "scusa del voto di protesta" - sostengono i principali dirigenti della Comunità ebraica in Germania, che si trova nel mirino degli estremisti come ha dimostrato il recente attentato alla sinagoga nella città Halle - si esprimono inequivocabilmente "sentimenti razzisti", si diffondono messaggi "di odio contro le minoranze, di minimizzazione degli orrori dell'era nazista, di aperto nazionalismo". Birrerie Molti dei discendenti degli "espulsi" non hanno mai neppure visitato le terre dei loro antenati, eppure in molte birrerie della ex Germania Est o sui social ci si ritrova sempre più spesso per parlare di "Heimat", il vocabolo tedesco che significa "casa", "patria", il territorio in cui ci si sente a casa propria. Frequente nei post il considerarsi come le "vere" vittime della Seconda Guerra mondiale e la denuncia di una presunta "pulizia etnica" nei territori ex germanici. Questioni apparentemente cadute nel dimenticatoio sono tornate in auge con l'ingresso di AfD nel Bundestag, il parlamento federale tedesco, nel 2017. E come ormai capita, sull'inevitabile gruppo Facebook un portavoce degli attivisti dice a chiare lettere: "È un tema forte, che riguarda un tedesco su quattro. Le famiglie degli espulsi sono tantissime e questo parla realmente alle persone".

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