Ai mercati non piace (per ora) la "manovra del popolo". Spread tocca 275, borsa a picco

. Economia

Ai mercati non piace, per ora, la "manovra del popolo" così come i festanti grillini hanno ribattezzato la nota di aggiornamento del Def approvata ieri sera dal Consiglio dei ministri - che fissa per tre anni il rapporto deficit-Pil al 2,4% - con il voto favorevole anche di Tria, che quindi ha ceduto alle pressioni congiunte di Di Maio e Salvini abbandonando la trincea dell'1,6% difesa strenuamente anche nelle ultimissime ore. Un cedimento sull'entità dello sforamento che non si è trasformato in dimissioni, sembra, per l'intervento diretto di Mattarella sul ministro dell'Economia, un Mattarella ben consapevole che un'uscita polemica di scena di Tria avrebbe prodotto danni maggiori di un contraccolpo sullo spread, atteso ma non per questo meno temuto al di là delle dichiarazioni spavalde di Salvini e Di Maio, che in affetti si è verificato. Ad un paio d'ore dalla chiusura il differenziale tra i Bund tedeschi e i buoni del tesoro decennali italiani italiani ha toccato quota 275 punti mentre piazza Affari affondava registrando un -4% con i titoli bancari nel mirino. L'opposizione parla di "manovra contro il popolo" ma Di Maio e Salvini, che hanno portato a casa reddito di cittadinanza e revisione della Fornero ribadiscono la bontà delle misure che saranno contenute nella manovra 2019. Il capo politico dei Cinquestelle tuttavia sembra frenare sull'inevitabile braccio di ferro con Bruxelles ("Non vogliamo andare allo scontro con l'Europa" ha detto). Mentre Salvini è più tranchant: "Se Bruxelles la boccia tiriamo avanti'" e quanto alla risposta dei mercati aggiunge: "Se ne faranno una ragione". 

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