Brexit, prima conseguenza allarme banche per Italia ed e' "guerra" tra Angela "Non si cambiano regole ogni 2 anni" e Matteo

. Economia

La Brexit ha subito degli effetti sull'Italia perché apre un periodo di instabilità economica-finanziaria, che a sua volta apre alle speculazioni che si rivolgono verso gli anelli deboli del sistema Europa. Così l'Italia e le sue banche sempre alle prese con 200 miliardi di crediti in sofferenza finiscono nel mirino della speculazione. Se la Borsa dovesse accanirsi nuovamente sui nostri istituti fragili patrimonialmente, servirebbe capitale fresco o sarebbe il caos con tanto di possibile bail-in. Servirebbero soldi pubblici per rafforzarli, ma c'e' l'alt della Commissione europea che non vuole gli aiuti di Stato. E' in corso una difficile ed insidiosa trattativa che nelle intenzioni di Roma, dovrebbe permettere di affrontare i problemi di capitalizzazione e dei crediti deteriorati senza la tagliola del bail-in. Draghi insiste nel dire che il problema va affrontato al piu' presto e che i nodi vanno sciolti, pena la fine dell'Unione. L'Europa accetterebbe, seppur a malincuore, la piena tutela dei depositanti non degli obbligazionisti. Ovvero sarebbe in "salvo" solo chi ha soldi sul conto corrente, non in obbligazioni o bond. Con anche i titoli di Stato a rischio. Sono queste le premesse della "guerra" tra Angela, che gela l'Italia: "Non si cambiano le regole ogni due anni" e "la flessibilità ha un limite". Matteo piccato risponde: "Da Berlino 247 miliardi alle banche tedesche. Non chiediamo di cambiare le regole". Ancora: "Le regole sono state cambiate una volta, nel 2003, per consentire a Francia e Germania di sforare il tetto del 3% ed il governo Berlusconi fece un favore a Francia e Germania. Noi rispettiamo le regole". (Ndr. Renzi non lo dice, ma Berlusconi fu ricambiato con quel sorrisetto Merkel-Sarkozy che fece il giro del mondo ed annuncio' di fatto la sua caduta). Poi sulle banche: "L'Italia ha perso l'occasione di intervenire in modo strutturale sulle banche quando si poteva fare, la Germania invece l'ha fatto. Adesso ci sono regole diverse, e noi con il sistema attuale siamo comunque in grado di tutelare i risparmi dei cittadini, non c'e' rischio. Gli strumenti per arrivare a questo obiettivo ci sono senza modificare le regole". Insomma Renzi di fatto smentisce che sia un corso una trattativa, che invece dalle parole della Merkel pare avviata. Secondo fonti del governo tedesco, la Germania e' contraria a qualsiasi tentativo volto a proteggere gli investitori se il governo va avanti col piano per ricapitalizzare le banche. Berlino punta ad applicare le regole dell'Ue nel salvataggio degli istituti di credito, imponendo dunque perdite su azionisti e su alcuni creditori prima che vengano utilizzati soldi pubblici. Si salverebbero, forse, solo  i correntisti. Su tutta la vicenda aleggia anche l'ombra della Troika, ma Renzi e' convinto della solidità dell'Italia nell'affrontare questo difficile frangente. Il capo dell'esecutivo della Ue, Juncker, ora criticato dai tedeschii che ne chiedono anche il pensionamento, prima dell'intervento della Merkel, aveva anche lui parlato del rischio-banche in Italia: "Non c'e'pericolo per l'Italia per il momento". Poi un'assicurazione, smentita a breve dalla cancellieria: "La Commissione europea fara' di tutto per evitare qualsiasi tipo di corsa agli sportelli". 

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