Coronavirus, appello economisti e sociologi: tutti in ferie ora, al lavoro a fine crisi

. Economia

"Manteniamo i servizi essenziali, ma tutto il resto si prenda una pausa. Ferie subito". È l'appello di alcuni economisti, sociologi e intellettuali preoccupati di creare le condizioni per la ripresa dell'economia una volta superata la crisi del coronavirus. "Dall'accelerazione dell'ultima settimana del numero dei contagiati, si può facilmente dedurre che siamo ancora lontani dal picco della curva di espansione di questa non comune influenza che preoccupa tanti". Cigno nero L'arrivo del "cigno nero" ha portato a "scuole chiuse, stadi sbarrati, ma uffici e fabbriche aperte. Alcuni lavoratori sono stati messi in condizione di lavorare da casa, ma sono una minoranza, gli altri debbono andare a lavorare comunque. Il panico sta montando e bisognerebbe contrastarlo immediatamente senza dividere il mondo del lavoro e facendo scelte radicali per fermare il contagio". Gori Insomma, sostengono i firmatari dell'appello - che coincide con la proposta lanciata dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, "ferie per tutti come ad agosto" - "se si vuole veramente porre un freno al diffondersi del virus bisogna prendere una decisione consequenziale: andiamo tutti in ferie obbligatoriamente per 15 giorni, come fossimo nel mese di agosto. Questi giorni di lavoro 'persi' potranno essere recuperati parzialmente in seguito, riducendo le vacanze estive e natalizie". Calendario In altri termini, per favorire la ripresa dell'economia nel dopo caos coronavirus, si dovrà cambiare "il calendario annuale dei giorni festivi e delle ferie". I firmatari - tra cui il sociologo Tonino Perna, lo storico Piero Bevilacqua dell' Università La sapienza di Roma, gli economisti Luigi Pandolfi e Alfonso Gambardella dell'Università Bocconi, l'antropologo Battista Sangineto dell'Unical e Alfonso Gianni ex deputato di Rifondazione comunista - chiedono che "il governo dia una seria ricompensa a quei lavoratori che dovranno continuare a operare nei servizi essenziali, a partire dal comparto sanitario", mentre per le imprese è urgente bloccare mutui, fidi e presti bancari, con una moratoria di almeno un mese, salvo proroghe". Il premier Giuseppe Conte, concludono, "porti questa istanza a livello della Ue e tutta la popolazione europea gli sarà riconoscente".

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