Manovra, trovato accordo. Conte, "non è delle tasse". Zingaretti: "Ha vinto l'Italia"

. Economia

C'è voluta una fitta serie di vertici quasi a ripetizione, ma alla fine il governo giallorosso ha trovato l'intesa sulla legge di Bilancio. L'accordo raggiunto prevede lo slittamento delle nuove misure 'green' su plastica e bevande zuccherate, che almeno sulla carta avrebbero dovuto trovare tutti concordi, perché erano una prima risposta alle domande della generazione Greta. Ma si sa, parlare di ambiente, di cambiamenti climatici va di moda e fa fare bella figura, ma adottare concretamente misure anche minime per contrastarli deve tenere conto di molti interessi, spesso anche legittimi. E così la scelta non è stata quella di imporre le misure dall'alto nello stile Macron con le connesse rivolte anche violente, ma di intraprendere un percorso diverso, offrendo per esempio alle aziende - ha spiegato il premier Giuseppe Conte - "il tempo per riformulare le linee produttive e rielaborare le strategie". Inoppugnabile Su una cosa però Conte non ha dubbi: "Questa non è una manovra delle tasse" e sostenerlo è una "menzogna inoppugnabile. Per prima cosa - sottolinea - abbiamo sterilizzato l'incremento dell'Iva" e poi: "Daremo più soldi alle famiglie, abbiamo eliminato il super-ticket" sanitario e "abbiamo anche elaborato un taglio del cuneo fiscale". Allora, "nessuno dica più che siamo il governo delle tasse". Il presidente del Consiglio ha parlato dei tempi di approvazione della manovra in un colloquio con il Presidente della Repubblica Mattarella e annuncia, dopo varo il varo della legge di Bilancio, una serie di riforme programmatiche: "Il paese deve recuperare il ritardo e camminare speditamente in questa direzione, tutte le forze politiche sono d'accordo". Certosino Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, parla di un "lavoro certosino", non di "un negoziato politico, ma di un lavoro tecnico, corale e complesso per salvaguardare l'impianto della manovra senza sacrificare nessun punto. Ci siamo rimboccati le maniche per trovare soluzioni positive, insperate rispetto alle sfide che avevamo davanti". Per il segretario Pd, Nicola Zingaretti: "Ha vinto l'Italia. Abbiamo iniziato a rimettere i soldi nelle tasche degli italiani e investire sul futuro del paese", con "59 miliardi di investimenti pluriennali per l'economia verde, giusta, competitiva e per le infrastrutture. Ora tutti insieme prepariamo una nuova agenda di governo per lo sviluppo, il lavoro e la giustizia sociale". Crescita Soddisfatto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Abbiamo vinto la battaglia delle tasse. Ora tutti insieme concentriamoci sulla crescita e l'unico modo per raggiungerla è sbloccare i cantieri. Prima ci criticano, poi ci ignorano, poi ci daranno ragione...". Toni soft anche per il capo politico M5s, Luigi Di Maio ai microfoni del Tg1: "Il governo ha obiettivi ambiziosi ed è logico che abbia anche differenze di opinioni, ma alla fine una sintesi si trova nell'interesse del paese"; con la legge di bilancio "il prossimo anno scompare il ticket sulla sanità, si abbassa il cuneo fiscale e prendiamo sì più tasse, ma dalle lobby, dalle compagnie petrolifere, dalle banche. Infine, c'è la galera per i grandi evasori non per gli onesti imprenditori".
(foto governo.it)

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