Mittal "Ce ne andiamo da Taranto". Conte "Pagherete i danni". E la Procura indaga...

. Economia

Mittal-Arcelor ha annunciato che se ne va da Taranto. Gli altiforni saranno spenti nel giro di un paio di mesi a partire dal 4 dicembre secondo un preciso cronoprogramma. Migliaia di operai rischiano di perdere il lavoro. Mittal ha dato la colpa al governo per aver cancellato quello "scudo penale" promesso nel contratto d'affitto dell'acciaieria più grande d'Europa. L'ad italiana della multinazionale franco-indiana, Lucia Morselli, ha detto che non sono stati rispettati i termini dell'accordo e che Arcelor-Mittal non ha la "bacchetta magica" per procedere anche al risanamento dell'area industriale senza quella sorta di salvacondotto per i suoi dirigenti considerato indispensabile. Quindi l'annuncio del recesso, contestato però dal governo italiano in sede giudiziaria. I sindacati sono sul piede di guerra, fortemente preoccupati, e chiedono al governo il ripristino dello 'scudo'. Altrettanto preoccupata ma decisa la risposta dell'esecutivo: il ministro Patuanelli, a proposito dell'immunità penale tirata di nuovo in ball dai franco-indiani, ha detto che la multinazionale "deve mettersi d'accordo con se stessa". Il premier Conte è andato giù duro parlando delle "grandissima responsabilità" assunta da Mittal sull'ex-llva con la manifestata volontà di andarsene e non rispettare così il contratto. Il governo, ha assicurato Conte, non consentirà lo spegnimento degli altiforni convinto come è che "l'annunciato stop costituisce una chiara violazione degli impegni contrattuali e un grave danno all'economia nazionale". Per Conte Arcelor-Mttal dovrà risponderne in sede giudiziaria e pagare i danni. Scontro duro dunque tra Mittal e il governo mentre nella vicenda si profila anche un risvolto penale che in questo braccio di ferro potrebbe giocare a favore dell'esecutivo: la Procura della Repubblica di Milano infatti ha aperto un fascicolo - per ora senza indagati - per verificare se la multinazionale franco-indiana abbia compiuto reati a danno dell'interesse pubblico.

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